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venerdì 10 giugno 2016

Ormai
Sarei in tempesta
anche se fossi
solo
un sorso d'acqua
contenuta in
un bicchiere.

giovedì 9 giugno 2016

Ingranaggi fallati.....falliti...

Dovremmo imparare a sentirci mai domi
mai persi allo stesso tempo e
 a comportarci da tali...
I bambini anche in questo insegnano,
come quando hanno un gioco nuovo
 tutto da scoprire tra le mani,

 loro riescono a far parte del loro "gioco",
trasformano le ombre in sfumature,...
riescono a mettere da parte il sospetto,
loro creano ancora e oltre

l'invisibile e uniscono il divisibile,

 per loro il terreno è sempre fertile,
riescono a guardare le cose in tutt'uno che disarma,


il tutt'uno...

 Si nutrono di ogni risorsa,

 mutando e arricchendosi,
crescono semplici,



 ma non ho mai compreso a che punto del gioco
quest' ingranaggio meraviglioso
si inceppa!.


Io parte di un ingranaggio interiore logoro e consumato
nel quale si è come prosciugato ciò che ne permetteva
lo scivolamento da una rotella all'altra,
ingranaggio
da parecchio tempo ormai
inceppato.

martedì 7 giugno 2016

Pensiero per chi non c'è più
e per chi resta attonito.
A volte le persone vanno... Via.
 Vanno via evanescenti, silenziose.
 È così che si parte per l'ultimo viaggio.
Niente fiori per alcune di loro,
 non c'è posto per leggerezze simili.
La morte è distacco,
è dolore,
incolmabile baratro.
Una domanda senza risposta alcuna.
Unico testimone e portatore di verità il tempo che li si è fermato
con l'ultimo respiro esalato
in quel luogo che per te così accuratamente
sceglierei.
 E se ci fossimo persi quell'ultima voglia insieme, perché pensavamo di avere tempo, tempo per tutto, rimarranno a noi, che muti restiamo, almeno i ricordi,
per quanto a volte struggenti.
...Sono passati due anni...
Gli mancherai tantissimo,
ti ho pensato spessissimo in questo tempo
oggi a maggior ragione.
Ciao A. M.
R.I.P

lunedì 6 giugno 2016

Vale per tutti,per tutti noi
che a volte tra caparbietà ed estenuanti ricerche
consumiamo la vita.
Alla ricerca di un equilibrio finalmente non più fittizio ma duraturo,
un equilibrio interiore, sentimentale,
equilibrio con noi stessi.
Io non lo so più  se è  necessario distrarsi o non distrarsi per arrivare a questo,
ma si, sarebbe bello se ogni tanto, in questo dannatissimo mondo
qualcuno avesse in sorte di
Trovarlo.

domenica 5 giugno 2016

Ri - flessioni...

Nemmeno il silenzio è
così  silenzioso come sembra,
prova ad ascoltare,
puoi sentire il ronzio del tuo cervello,
il borbottìi  della mente.

Vado al lavoro la mattina poco dopo l'alba,
c'è  pace
a volte pare esserci silenzio
ma è  solo l'impressione
creata dell'atmosfera
l'alba  ha i suoi non silenzi,
così  come la notte...

Forse il momento più  spettacolarmente
silenzioso è  dato
da quell'attimo  in cui passiamo
dalla realtà  a poco prima del sogno.

Privi di coscienza assaporiamo
nel sogno
l'assenza  di suono.

Ri - flessioni in silenzio.(foto Marianna)




sabato 4 giugno 2016

Paolo Conte
ha spesso parlato del dualismo
che lega profondamente
la tristezza e la felicità.
La tristezza interiore ha fatto  parte di vari artisti della sua generazione.
In qualche modo pensava che la ricerca della felicità  si potesse compiere attraverso la
Malinconia.

Io non credo nella felicità.
So che conosco bene il dolore,la fatica, il tormento,
sacrificio
ma alla fine chi può  dire di non averli mai incontrati lungo il cammino.

So anche pero
che sono stata una donna serena,
molto serena,
sono grata perché  ho avuto questa possibilità
anche se oggi
non resta più  nulla
se non un equilibrio precario
a tratti assente,
la sensazione di avere una bestia che mi logora e divora dentro,
dubbi che mi attanagliano,
e una
Malinconia spessa
che costantemente mi riporta
al ricordo di quella
Serenità  spezzata.

mercoledì 1 giugno 2016



«Volevo scriverti, non per sapere come stai tu,
 ma per sapere come si sta senza di me.
 Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. 

Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, 
a non sentirmi ridere,
 a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, 
a non sentirmi parlare, 
a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, 
a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno. 

Forse si sta meglio, o forse no.
 Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te.
 Perché sai, 
io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, 
poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te».

Soren Kierkegaard.

Spesso mi dimentico di pensare a me, erroneamente a volte credo di averne perso la stoffa di quella che sa pensare a se stessa.
Poi mi ritrovo, nei riti di miei gesti quotidiani, quelli più comuni, gesti che non gridano, che non hanno alcuna visibilità agli occhi degli altri.
Gesti che mettono cura in ciò che fanno,
in quello che toccano,
nei pensieri che sfiorano.
Li riesco a pensare a me, mi accetto, mi trovo perfino gradevole di tanto in tanto.
Li riesco a pensare a me e a  tutto ciò che porto nella bolla con me in modo assai più sereno.

Eppure penso che spesso si stia un gran bene 

Senza di me.