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giovedì 17 marzo 2016

"Senza traccia"

Dunque
di ogni cosa,
alla fine,
solo due parole
rimarranno eterne
a onor
del vero?...

"Senza traccia"!?

Nella mia totale e assoluta imperfezione
sento solo che
alcuni legami
 saranno impossibili da spiegare,
così come il vincolo che ad essi ci lega.
Sfidano ogni logica, la distanza, il tempo.
Anche quando sono aspramente spezzati.

Una spiegazione non c'è sul perché.
Dovevano essere...

Ritornarono in quel tempo
 nel mondo dell'amnesia
il senso di assenza, gli abbandoni,
la malattia, il senso di contatto con la morte.

Poi,
tasselli di un puzzle impazzito
l'ultimo,
quello fondamentale
venne a mancare,
andato perso, nascosto, o buttato via.

Solo la sostanza dovrebbe resistere,
che il silenzio suoni
 come la firma di un posto,
di tutti i posti,
a memoria di presenze tangibili
che riempirono
non di forma ma di sostanza
ampi vuoti,
non fu mai la comparsa dei suoni
a far la differenza
ma la qualità dell'ascolto.
Nella trama dei percorsi
sempre
ritroverai
il filo della tua esistenza.


"Simile alla nuvola estiva,
che in armonia
 con il firmamento e la Terra,
naviga libera,
 nel cielo azzurro,
verso i suoi orizzonti,
 portato dal soffio dell'atmosfera,
come pellegrino abbandonati al soffio della Vita,
ti condurrà al di là dei limitati orizzonti,
verso la meta che da sempre è in te
solo ancora
dal momento
 celata alla tua vista"
(Lama Anagarika Govinda, Le Chemin des nuages blancs)



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