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domenica 20 marzo 2016

L'avvenimento accadutomi ieri pomeriggio mi ha assolutamente scosso.
Scosso e fatto profondamente incazzare per tutto il tempo che dovrò perdere  in giro per uffici tra carte e cartacce che di certo non gratuitamente dovrò rifare entro questa settimana.
Tra l'altro ieri presso i carabinieri non ho potuto nemmeno fare almeno la denuncia, mi hanno detto che è meglio io torni di Lunedì e che bisogna recuperare almeno i numeri dei documenti (meno male che ho delle copie scannerizzate a Pc), intanto secondo loro l'importante era aver bloccato il postamat e il bancomat...
Subito dopo il mio arrivo presso la stazione dei Carabinieri di Cormons arriva una ragazza.
Anche lei si presenta e dice di aver appena subito un furto, stessa prassi, vetro rotto dell'auto, borsa sparita, niente soldi, ma tutti i documenti.
Al che le chiedo:- scusa, ma eri al bosco di Plessiva anche tu?-
Lei risponde:-No, ero a fare una camminata sul Carso a Doberdò-
Ah ecco, mi dico....
Oltre al danno la beffa.
Profondamente incazzata e con un senso di "violazione" che sento per quanto di intimamente sentimentale conservavo nel mio portafoglio,
quell'unica foto che conservavo come non conserverei nemmeno l'immagine di un Santino.
Tirarla fuori di tanto in tanto e tenerti tra le mani, con cura, attenta almeno in quel gesto a non rovinare niente...
Andata persa anche quella...
Che ne sa quella gente del valore affettivo che poteva avere per me...
Non importa niente a nessuno, tanto meno a gente dalle mani sporche.
Cosa si aspettavano di trovare dentro un'auto come quella, potrei capire se ti vedessero arrivare con una macchina di un certo calibro.
Infatti non hanno trovato nulla se non essere riusciti a portarmi via un altro pezzo di me, della mia vita...
Forse ieri il fatto di sentirmi respinta da vari posti qua intorno doveva farmi pensare, doveva farmi fermare.
Tornare a casa, avrei dovuto solo tornare a casa.
Questo si dovrebbe fare quando senti che un posto ti respinge e non riesci a entrare in sintonia con ciò che ti circonda.
Posti che non sono semplici posti, li conosco, li ho vissuti, li ho percorsi in lungo e in largo in questi anni, ne conosco le pieghe, le curve...
Appena arrivata qua non potevo nemmeno andare a fare benzina nel vicino confine di Vencò se non con gli occhi appannati dalle lacrime.
Eppure ieri scioccamente caparbia, avevo bisogno che uno di quei posti mi accogliesse, avevo bisogno di quell'angolo di pace.
Stupida nel pensare per un attimo di essere riuscita a mettermi in pace.
Ed ecco che in momenti in cui già tutto va al rovescio,
la mancanza di libertà mi opprime, la salute manca, ora si è messa vicina a tutto il resto la necessità di fare accertamenti per sospetto Diabete, da un po' durante gli esami la glicemia è sempre alta, forse spesso non mi sento bene anche per quello, l'attesa per i referti dell'istocitopatologico della formazione che hanno appena asportato dall'utero a soli due anni dal tumore al seno,
la sensazione che sto andando a ramengo,
un autunno e un inverno difficilissimi, che nonostante tutto non voglio e non posso dimenticare, sicuramente non hanno aiutato la mia salute,
 l'animo non è in pace, ecco che tutto può andare solo peggio...
Ieri è andata proprio così.
Oggi la giornata non è iniziata sotto migliori auspici, lo stato d'animo è addirittura peggio di quello maturato col passare delle ore ieri pomeriggio.
Nessuna voglia di niente, eppur la sensazione che se non mi impegno con la testa in qualcosa potrei  impazzire...
Eppure oggi di una cosa sono certa, non andrò in nessun posto, anche la casa sento come ostile e opprimente.
Una cosa la potrei fare però:
tornare al bosco di Plessiva, appostarmi armata di bastone ai limiti del parcheggio, dietro i primi cespugli e attendere,
sono quasi certa che anche oggi passeranno di là....
Non sarebbe male come idea, di sicuro se li becco con un paio di buone bastonate mi sfogherei...

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