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venerdì 18 marzo 2016

...Dove sei?...

Le tre del mattino,
sono sveglia già da parecchio, mi giro e rigiro nel letto,
 sono più delle vere e proprie contorsioni che non cambi di posizione.
Mi alzo, leggo un po', mi preparo una tazza di qualcosa di caldo, forse servirà a qualcosa.
Niente, mi aggiro in quei pochi metri quadrati tra cucina e soggiorno,
non ho pace.
Mi copro bene ed esco in terrazza tra lo stupore dell'Olivo e del giovane Mandorlo che mi domandano cosa ci faccia alzata così di buon'ora...
Non so cosa rispondere.
Sto li, imbottita in una giacca tre volte più grande di me, quasi a cercarvi riparo...
Respira,  respira mi dico,
un'aria fredda ma così pulita e respirabile a quell'ora, si perde il mio sguardo, mi perdo nel mio altrove, iniziano gli occhi un loro personalissimo viaggio,
 non vedo più quel che ho intorno,
le stelle in cielo, limpide, brillanti, e lassù sembra tutto così chiaro,
ognuna di loro precisa, puntuale, al suo posto.
Torno dentro, prendo il quaderno,
inforco la penna più come fosse  una spada che non un mezzo per dare sfogo e
 aggiustare i pensieri,
 in qualche modo aiuto per
 dare un nome,
una collocazione,
una spiegazione a questa mia baraonda di sentire...
Non va neanche così,
è certo che se non riesco a esprimermi nemmeno così
davvero qualcosa non va.

La verità è solo che,
si,
 non saremo mai più gli stessi.

"Dove sei?...
-Son qua-
Non sei qua da giorni in realtà...
Dimmi qualcosa...
-Niente-
Da giorni vai via,
non sei qua,
perdendoti non so in quali luoghi,
non so con quali pensieri.
Vuoi parlarne con me?
Da giorni non scrivi più niente,
o meglio,
scrivi senza dire,
parole a metà
tra le righe di discorsi interrotti
che non hanno pace in te"



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