...la giornata era una di quelle non iniziate sotto i migliori auspici.
La convalescenza forzata,
gli orari della malattia forzati pure loro, giornate forzate nel loro contesto generale.
Mi manca movimento,
mi manca l'aria non quella della pianura o del Carso o del Collio,
aria, so bene di che tipo di aria sto parlando, bisogno di andar via...
Così dopo qualche tentativo, dopo mezzo giorno,
in cui non riesco a trovare
un "posto giusto",
migro verso il bosco di Plessiva,
anche per la Stitch è meglio, più fresco, per lei le temperature di oggi sono già imperative di un respiro affannoso e scarsa resistenza.
Una panchina, il silenzio, solo il canto primaveril sereno degli uccelli...
Al rientro verso la macchina, mi impalo li davanti...
Tra rabbia e magone, ecco, il vetro della macchina spaccato, la borsa sparita, 30 euro, qualche spicciolo,
tutti e dico tutti i documenti,
qualche piccola foto formato tessera di mio figlio, mio padre, e una ancora alla quale ero molto affezionata, li da anni, mai tolta o spostata.
salvato solo il telefonino che avevo nella tasca della giacca.
Così penso che se fosse solo un documento, una foto su un pezzo di carta a fare una persona che bello sarebbe, oggi di me non resterebbe più niente.
Un senza traccia che sempre più dirompente e prepotente occupa i miei pensieri da un po...
Mentre sarebbe bellissimo che restasse traccia di certa gente come quelli che oggi hanno fatto quel che hanno fatto e potergli dare una bella lezione,
per quel che potrebbe valere.
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