Stamane di buon'ora mi trovavo presso la Stazione dei Carabinieri di San Giovanni al Natisone.
Dopo una settimana passata tra un ufficio e l'altro per bloccare carte bancomat, duplicare i documenti che sabato scorso mi sono stati rubati con la borsa, ieri l'altro ricevo una telefonata:- buona sera, parlo con la Sig.ra Marianna ....?-
-Sono io, chi parla?-
- la chiamo dalla stazione dei carabinieri di San Giovanni-
Beh, noni ci è voluto molto per illuminarmi:
-avete recuperato la borsa, le mie cose?-
- si, ci è stata restituita la borsa da un cittadino che l'ha ritrovata su un monte a Corno di Rosazzo-
Cavolo, penso, ne ha fatta di strada partendo dal bosco di Plessiva...
Così ci siamo messi d'accordo affinché andassi a ritirare l'oggetto del mal tolto il prima possibile in quanto era necessario bloccare anche la richiesta di duplicato della patente prima che partisse per Roma.
Insomma, questa settimana tra gli orari della malattia, alla quale mi obbliga un periodo di convalescenza dopo un piccolo intervento, tra gli orari, alquanto balzani, dell'anagrafe e degli uffici, tutto è stato una corsa e nulla è stato semplicissimo...
Quando sono arrivata e mi sono presentata mi hanno accompagnata in un ufficio, all'interno del quale vi era una porta che consentiva l'accesso ad un'altra stanzetta nella quale era conservata la borsa.
Il carabiniere va a prenderla, me la pone davanti sulla scrivania, chiedo se posso aprirla, mi viene detto -certo che può aprirla-.
È strano, forse no,
non credevo che la mia emotività potesse giocare un ruolo cosi intenso anche per una situazione del genere.
Apro per prima la cerniera della parte di borsa in cui tenevo il portafogli.
Mi tremavano le gambe, lo apro, panico, è completamente svuotato di tutto, non mi interessava dei soldi, sapevo bene che sarebbero stati la prima cosa a sparire, ma il resto dov'è, dove lo hanno buttato...
Mi sale la rabbia, mi sale un magone che si blocca tra gola e bocca, non posso li davanti al carabiniere lasciarmi andare all'emozione.
Le foto, a me interessavano le foto, quelle delle persone a me care che da anni tengo sempre con me.
Apro così la seconda cerniera,
il disordine che regna mi da ancora di più il senso profondo della violazione,
inizio a tirare fuori piano piano, non trovo, non trovo quello che cerco...
Fogli, foglietti, la piccola rubrica nera sulla quale avevo trascritto numeri di telefono importanti nel caso andassero persi nel cellulare o nella scheda, tessere, tesserine che ormai con la scusa degli sconti e delle offerte ti fanno in qualunque negozio....
Ma cazzo....io cerco le mie foto, la medaglietta di Giovanni Paolo II, l'immagine di Santa Rita che non a caso conservo in quanto considerata la Santa delle cause e dei casi impossibili, e alla fine, si, mi considero tale: un caso impossibile da risolvere...
Poi alla fine ecco, tra le scartofie intravedono una piccola foto di mio figlio, poi un'altra, e un'altra ancora....
Finalmente sorrido, ecco, ora ci siamo tutti, e siete di nuovo tutti con me...
Non pensate mai che la borsa di una donna sia solo una semplice borsa, contenitore di oggetti per lo più senza senso o civettuoli...
Di solito dentro, al suo interno, conservati nei meandri di qualche tasca o scompartimento, al sicuro si spera adesso,
c'è molto di più.....
Infiniti Beni e mondi immensi.
sabato 26 marzo 2016
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