Stamattina ero in piedi di buon'ora, come accade ormai da moltissimo tempo.
Nel percepire che la testa iniziava da subito a farneticare in pensieri che mi trascinavano nel solito vortice decido di alzarmi.
La giornata tersa, una bora non prepotente come di solito,
mi accompagnano in una passeggiata verso il Campo Santo.
Il sole caldo sul viso e il vento freddo fanno un po' a pugni tra loro,
sollevo il cappuccio della giacca e proseguo con passo lento e regolare sempre un po' persa nei miei pensieri.
Non ho nessuno a cui far visita qua, mio Padre riposa in una città lontana, ma sono certa che avrà gradito il pensiero di quel cero acceso per lui e per tutti.
Non ho mai compreso il perché, ma nonostante non si possa dire che il Cimitero sia un bel posto,
se non altro perché rappresenta la fine di una vita a volte anche precocemente,
e il distacco definitivo (almeno fisicamente) dalle persone che amiamo,
è sempre stato un luogo in cui trovo pace.
Le persone che lo frequentano sembrano abbandonare, almeno momentaneamente, quella nevrastenia quotidiana dalla quale ormai pochi sono immuni.
Ci si prende cura, quasi con devozione.
La pulizia delle foto sulle lapidi, delle tombe dagli aghi dei Cipressi, fiori freschi ben disposti non mancano quasi mai.
Ogni volta che mi sino recata al Cimitero, nella mia città natale, con mia madre lei parla in continuazione, parla con sua mamma, con sua suocera, con mio papà, non è mai riuscita a capire il mio stare in silenzio di fronte a loro.
Ha sempre identificato questo mio comportamento come un atteggiamento freddo e di distacco che, secondo lei non contempla dolore, sofferenza o ancora peggio la conservazione intatta della memoria.
Per me in quei momenti di "incontro" tutto è proteso all'attenzione metafisica con i nostri cari,
attenzione che forse nemmeno quando erano ancora accanto a noi siamo stati in grado di dare.
E per me il silenzio del Campo Santo non è silenzio vuoto, ma è il modo attraverso il quale le anime dei nostri cari ci parlano ancora.
Per sentirli c'è bisogno di silenzio e raccoglimento.
Se continuiamo a sentire noi stessi non possiamo sentire loro.
Un pensiero per tutti coloro che hanno perduto qualcuno di caro,
un pensiero per tutti coloro che non sono più qui,
che non possono più essere accanto a noi,
ma possono essere ovunque noi siamo.
Ho avuto così oggi il mio momento di "cuore in pace" e per questo sono grata...