Dopo gli ultimi giorni di Ottobre, nei quali una pioggia lenta e cantilenante, sembrava un classico per quel periodo, nell'ultima settimana sembra di essere stati proiettati in un'altra stagione.
Mi concedo brevi passeggiate con la cagnolina.
Stitch gode di un buon periodo, sembra non fare fatica e sgambetta curiosa.
In realtà, giorno per giorno, cerco di prolungare di qualche passo le nostre uscite.
Subito dopo il Campo Santo si trova una zona pianeggiante ricca di vigneti che si susseguono uno dopo l'altro.
Ogni volta che passo di li non posso fare a meno di fermarmi, c'è una panchina, mi siedo e mi perdo in quei brevi momenti di silenzio che zittiscono il fracasso che ho dentro.
Riprendo il cammino, in mezzo ai vigneti posso liberare Stitch dal guinzaglio e inizia a fare scorpacciate di erba.
Impossibile non pensare alla Montagna,
Lei davvero ha il potere di placare il fracasso che hai dentro e che c'è fuori, quella sensazione te la porti a casa al ritorno, una coperta per l'anima.
Riesco a sentire esattamente come sarebbe respirare lassù in giornate come queste.
Arrivare a destinazione, scendere dalla macchina, osservare quello che hai intorno a te.
Tutto intorno chiama.
Indossare gli scarponi, lo zaino pronto dalla sera prima per non correre il rischio di dimenticarsi qualcosa che potrebbe essere utile, valutare in base alla stagione gli strati di abbigliamento necessari, prepararsi per l'escursione programmata e preparata giorni prima.
In quei momenti sei proiettato come in un'altra dimensione, una dimensione intima e di contatto con te stesso e ciò che ti accoglie intorno.
La Montagna meta fissa nei miei pensieri.
Novembre, l'autunno,
i colori pieni e caldi in tutte le sfumature di gialli e rossi delle viti e degli alberi intorno,
boschi secolari che se potessero parlare ti rapirebbero con i loro racconti,
profumi di foglie, muschio e terra,
ricordi e realtà.
lunedì 9 novembre 2015
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