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giovedì 26 novembre 2015

Frammenti di dialogo...

Obiettivi mantenuti e da mantenere nel rapporto di relazione con me stessa.
Passare le notti sul divano dando la colpa ai momenti difficili?
Problema superato da tempo.
La tv accesa di notte con la scusa che fa compagnia e concilia il sonno?
Adesso mi da fastidio, preferisco la compagnia del leggero strofinio delle dita su un libro mentre ne giro le pagine.
In attesa che mi chiamino dalla libreria per l'arrivo del libro di Castaneda ho iniziato "Donne in parete" era rimasto li fedele aspettandomi, io forse aspettavo il momento giusto, quella vecchia storia, che poi una storia non è, che sono i libri a scegliere noi e non viceversa.
Momento arrivato.
Lettura che crea in me un impatto emozionale fortissimo, frammenti di Diari, articoli, riflessioni che ancora di più rendono giustizia alla bellezza della Montagna.
Il buio di notte?
Non e' piu' un problema, ora le tapparelle sigillano ancora meglio il bisogno di rannicchiarmi nel piumone e cercare di spegnere tutto, e dico tutto, ma nonostante questo restano notti insonni.
L'altra parte del letto rimane intatta con accanto quel comodino vuoto e la tua radiosveglia che non riesco mai a far funzionare.
Di tanto in tanto allungo un braccio verso il cuscino...
Ti son vicina come non mai nonostante questo braccio di vita tra te e me a mantenere le distanze.
Accendo  la cornice elettronica con la vita piena, vissuta, fissata in quelle foto, mi arrendo alle lacrime e a teneri  affettuosi sorrisi insieme, eppure ne sento il conforto.
Sconfiggere solitudine o malinconia e la lama di quel coltello tagliente che sono tutte le mancanze?
Sarebbe inutile ogni tentativo, ho quasi cura di questi coinquilini a modo loro affettuosi con me.
Quindi leggo, scrivo, ho ripreso a scrivere anche con carta e penna, prendo nota di un sentire che arriva di getto, lo trasporto in parole che forse solo io posso capire.
Le giornate scorrono lente e tutte uguali, cerco ora di tener presente quel "fare le cose concrete che ci sono da fare nel modo più pragmatico possibile".
Meglio sarebbe stato se lo avessi fatto prima.
L'ambiente di lavoro come unica frequentazione sociale crea, a suo modo, un diversivo nei giorni che tutti si assomigliano.
Non riesco ad avere attenzione verso certe persone se non per qualche minuto, spesso per mancanza di contenuti, troppe banalità, preferibilmente mi stacco, vado Altrove.
Sterili conversazioni, la maggior parte tutte prese già dalla frenesia delle ferie, festività, il Natale qui, Capodanno là...
Ovviamente il periodo "impone" che questo sia l'ordine del giorno ricorrente, e soprattutto che tutti si preparino e predispongano a "essere felici" almeno in quei giorni.
Feste....Vi Odio...
Solo per una certa forma di educazione tento di resistere per un po', poi è come avere una Mappa nella testa della quale conosco ogni partenza, ogni arrivo... ogni ripartenza...
La mappa mi porta via, fisso un punto, lo sguardo sembra perso, in realtà osservo già al di là,
è come passare attraverso le cose, oltrepasso muri, confini cintati, trovo me, trovo te, noi, il nostro mondo.
Unico, impercettibile e incomprensibile agli altri.
Già, considerati quelli schivi e diversi...
I colori ancora caldi di questo Novembre mi portano ricordi talmente cari e felici.
Mappe che sino a poco fa erano totalmente aperte e possibili ora posso raggiungerle solo così.

"Quante Cime qui intorno a me,
grandi e umili insieme,
esse sanno aspettare,
non invecchiano come noi,
non si stancano.
Chissà se un domani mi sarà dato di ripercorrere il sentiero
per imparare di nuovo a vivere la loro pace
e imparare il segreto della loro
statica dolcezza"
(Donne in parete)