Dorothea Lange diceva che
la macchina fotografica
insegna alle persone
come vedere le cose
senza la macchina.
Per me
da quando ho avuto la prima,
una Pentax,
e poi le altre a seguire,
la macchina fotografica
è stata un mezzo
ispirativo, estasiante,
la paragono
a sensazioni che sanno di
meditativo,
mi ha permesso di vedere il mondo
nel modo in cui piace a me,
un modo del quale avevo bisogno
e tanto ne avrei ancora,
quello che mi fa bene,
mi rasserena,
mi rassicura,
qualche volta ho visto e colto
l'anima di qualcuno che
era con me,
è un dono non da poco,
e poi
le luci, le ombre nell'essenza
più vera delle cose,
gioia,
stanchezza,
ho fermato in fotogrammi di tempo
anche la malattia,
giornate limpide
e temporali.
Di tanto in tanto
ancora qualcosa
riconosco e vedo
osservo la dentro,
mi assento al suo interno,
eppur
non mi sento,
sempre più spesso
non più.

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