hanno un ticchettio stranissimo,
senza regole,
spesso il velo nero
della notte non è
così sottile come noi lo vorremmo.
Così ti racconti
quella fiaba,
torni ad essere
come quella bimba spaventata
che tanto coraggio si faceva.
Rivedi le fate,
boschi incantati,
non ci sono forse ne principi,
ne cavalieri,
ma immense distese e
paesaggi meravigliosi,
mondi sconosciuti,
tutti da scoprire,
ricchi di colori,
monti e fiori,
bagliori di madre perla
e alabastro
ad accecare i cuori.
Ci sono sempre le fate
pronte tutto a trasformare,
draghi e cattivi
non saranno sconfitti,
ma capiranno di dover andare via
si sentiranno loro
per una volta
afflitti.
È la fiaba
che tengo sul comodino,
per ogni esigenza
di cuore adulto
o bambino,
una pagina che è senza fine,
un libro che non finisce
e nella libreria
una volta richiusa la copertina
non svanisce.
Che importa poi
se domani
la fuori c'è di nuovo la vita reale
e dovrò correre
e sgobbare,
fuori da questa camera da letto
dove posso tutto trasformare
in quello ancora non scritto,
non letto,
in tutto il non detto.
Rimani lì
favola mia
custodita tra queste
quattro mura
che oltre te
racchiudono il mio
coraggio e
la salvezza mia...
Nessun commento:
Posta un commento