I testi di questo blog sono scritti da me medesima, mentre la dove fossero di Autori diversi la loro firma verrà sempre riportata. Se qualcuno dovesse riconoscere scritti di lavori altrui non adeguatamente segnalati può farlo notare e provvederò alla loro rimozione dopo essermi accertata dell'esatezza della segnalazione. Le immagini presenti sono mie o sono prese dal web, preferibilmente da: Picasa - Flickr - Deviantart, per i video musicali la fonte è You-tube.

Visualizzazione post con etichetta Salute e .... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute e .... Mostra tutti i post

giovedì 6 dicembre 2018

Padiglione 3...

Stamattina mi sono ritrovata, dopo un bel pò di tempo, al padiglione 3 dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
Adesso non c'è più il reparto di oncologia e il day ospital per la chemio terapia ma il nuovo reparto di endocrinologia.
Il caso vuole che io abbia bisogno anche di quello adesso...
Strana sensazione entrare,  lanciare uno sguardo verso i due corridoi che dall'ingresso si estendono, uno opposto all'altro, come due braccia che si aprono.
Strana sensazione quella della mia pelle, che centimetro dopo centimetro, rivive ogni cosa provata.
E come dimenticare!
Mi rivedo li, in attesa ogni volta dell'esito degli esami per vedere i globuli bianchi quanto stanchi erano,
con i miei copri capo che tentavano di celare l'alopecia, evidente a tutti, procurata dalla chemio,
l'ago inserito per l'infusione in attesa di quelle 2 ore e mezza, perché deve andare giù lenta tutta quella miscela.
Rivedo me in tutto quel percorso,
rivedo te che in tutto e per tutto ne hai fatto parte.
Sei stato coraggioso,
forse tanto quanto lo sono stata io.


domenica 16 luglio 2017

Maturano pensieri...liberi nel tempo

15/07/2017

 Pensavo negli ultimi anni, piu di due ormai, che fosse praticamente impossibile riuscire a ripercorrere sui miei piedi, in solitaria, strade già percorse con "qualcuno".

Un credere assolutamente limitante, deficitario,
 costruirsi degli alibi e deficitarsi da soli comprendo ora
 quanto sia la cosa più imperdonabile che
 possiamo commettere verso noi stessi.
...
Amo la Montagna, ma, ho fatto l'errore imperdonabile di credere che "qualcuno"
 fosse la mia montagna e senza la sua presenza non potessi più far niente.

"Le salite senza te non hanno più un perchè"....!?
L'ho pensato, si, anzi l'ho provato, è una sensazione brutale, all'interno.
No, non più, le salite senza te hanno un senso per me adesso,
 buttando via l'immobilità schiava di un pensiero deviante e umiliante che mi disse "Tu non esisti".

Siamo sempre li, ci vuole tempo, tempo e un lavoro che spesso non è mai piacevole e privo di fatiche.
Ci vuole tempo per far maturare e trasformare un pensiero
 anzichè lasciarlo li a marcire per poi buttare tutto via,
 compresi noi stessi.

Ho staccato i moschettoni che tenevo appesi alla zaino,
alla fine era sempre un po' come dare un'occhiata al passato,
 i moschettoni sono pesanti, quasi una piccola zavorra,
 desideravo andare su leggera, senza pesi superflui,
solo con l'essenziale.











giovedì 11 maggio 2017

Perdersi è un attimo....

11/05/2017

Così inizia un'altra giornata.
Ultimamente, sempre più spesso, mi domando se sono davvero obbligata a questi inizi.
Mi sono attardata stamane nel letto.
 Non avevo voglia di alzarmi seppur sveglia.
Cercavo di pensare ad una specie di programma per avere la mente impegnata e non crollare nuovamente non riuscendo ad arrivare neanche a metà giornata.
Il proposito oggi è quello di riuscire a non piangere, oppure,
 se proprio l'impeto del pianto vuol venire su
vorrei riuscire ad ingoiarlo senza soffocare.
Da settimane, ormai, le sensazioni del corpo sono state ingoiate, in un sol boccone,
 dalla negatività, dalla non forza, dalla non volontà.
Sono qua ma non ci sono, avrei tante cose da poter fare, ma, non mi importa più.
Il senso di oppressione e peso al petto,
la tachicardia,
 tutte le più bastarde paure, che stanno tutta la vita lì dietro l'angolo, e tu stupidamente credi di aver sconfitto,
si sono rifatte vive, prepotenti, minacciose,
urlano sulla mia enorme fragilità, mi annientano.
Marianna dove sei?
Dove sei andata di nuovo a finire?
Dov'è la forza che sempre hanno riscontrato in te?
"devi riuscire e riuscirai, hai aspettato per quanti anni....tanti",
mi domando perché ne sei così certo,
erroneamente ho aspettato tutto quello che non c'era per me e continua a non esserci.
Sai, credo che le persone che appaiono forti e corazzate, alla fine, sono le più fragili.
Ma, anche il filo d'erba più robusto e forte che si è da sempre lasciato solo piegare dalla forza del vento, ha un gambo che non potrà resistere per sempre.
Ci si spezza, il più forte vince, va avanti, diviene, si evolve,
e...in questo caso non sono io destinata ad un "divenire".
Hai presente le meduse, raccolte per gioco dai bambini,
vengono portate a riva,
abbandonate sotto il sole cocente,
(chissà, il calore del sole li per li sembrerà ad esse anche di conforto. Io non lo sento, ho sempre freddo, un freddo profondo che viene da dentro, non ha nulla a che fare col sole che c'è fuori),
 i bambini rimangono li, quasi soddisfatti,
e attendono mentre esse si sciolgono su quella riva,
divenendo niente,
 alla fine di un viaggio che subiscono, in quanto imposta da altre mani,
una fine che non avevano previsto ne immaginato.
E non so...
E' così buio, forse luce non c'è,
forse io non sono più capace di vederla...
Nemmeno provo a cercarmi, nemmeno provo a vedere...
Oggi va così....

sabato 1 aprile 2017

Hai presente...

Hai presente
quando tutto
intorno a te
sboccia e profuma,
attira e coinvolge i sensi,
ma dentro di te
hai solo desolazione
e i tuoi occhi
sono così stanchi
e i tuoi sensi
ormai spenti.
Eppur si vive
eppur la possibilità
di gioire
non c'è.
E nessuno può condividere con te il peso che porti.

venerdì 24 marzo 2017

Con Amore, Val Pusteria....

Questo è uno di quei posti che per me non sarà mai un "semplice posto" o un posto qualunque alla stregua di altri.
Questa terra è un pezzo della mia vita, uno dei pezzi più importanti del puzzle che io sono.
È sempre nel mio cuore e nei miei pensieri.
Sembra banale, seguivo alla TV la serie "A un passo dal cielo" è scatto in me una molla che mi spinse a dover visitare quei luoghi, vedere dal vero quelle montagne, quei laghi, paesaggi e paesi intorno alla Valle.
Qua scoprii di avere il cancro,  qua decisi di tornare quando, dopo mesi e mesi di terapie estenuanti, che provarono duramente il corpo, la mente,  lo spirito, sentii che era ora di provare a tornare alla vita.
I primi passi, affaticati e dolorosi, le prime escursioni dopo tanto tempo e tutto intorno che mi aiutava a "venir fuori"....
Fu come essere partorita di nuovo.
E si sa,  essere partoriti e venire al mondo è un passaggio dolorosissimo, non ero più abituata alla vita e a tutta quella spettacolare luce dopo tutto quel buio.
Per sempre grata.

giovedì 23 marzo 2017

Modi di dire e....realtà.

Spesso tra le persone

c'è, o almeno c'era l'abitudine a condividere

un modo di dire:

"sarai il bastone della mia vecchiaia"


 
mi raccomando, sostienimi quando sarà il momento!.

giovedì 16 marzo 2017

Business...Like e.....compensi

http://www.nanopress.it/…/facebook-sfidaaccettata-l…/166243/

 SFIDA ACCETTATA!?.....
CATENA PRO CANCRO ROVINATA DAL NARCISIMO SOCIAL.
MI FATE RIDERE...

 Non facciamo passare le persone per stupide o superficiali facendo finta di voler fare sensibilizzazione verso i malati di Cancro. ...
Non ci trovo nulla di male nel pubblicare una foto di me bambina di 4 anni che sicuramente nell' ingenuità di quel tempo pensavo avrei avuto un destino è un futuro più roseo rispetto a quello che è poi stato.
Sono almeno 3 anni o giu' di li ch le sfide le accetto.
Tante ne avevo accettate prima ma nessuna come questa.
Le accetto tra interventi, terapie, dolori cronici, un corpo che cambia, una vita che è diventata limitata perche non posso piu' fare le cose che facevo prima e una rabbia che faccio in modo di non fare esplodere perche' mi potrebbe venire voglia di mandare tutto a quel paese e non me lo posso permettere.


 Dicono che a quanto pare è stato male interpretato lo spirito dello spot " SFIDA ACCETTATA" e
che le persone che stanno sui Social Network sono superficiali e hanno deformato ciò che a monte serviva come campagna per sensibilizzare nei confronti del cancro.

Mi ero gia' espressa al riguardo e una foto" ics" in bianco e nero non capisco come e chi possa sensibilizzare rispetto al cancro.
Iniziò tutto con la sfida a pubblicare una foto in bianco e nero per essere solidali col grigiore nella vita del malato di Cancro.
CAGATE.



Il grigiore della vita del paziente oncologico va esorcizzato e non rappresentato in nome quasi della pena che ti fa, il paziente conosce bene quel colore e non ha bisogno dell'aiuto di nessuno che glielo faccia ricordare.
Ognuno in vari modi nella vita ha la sua parte di grigio.
 E già questo lo trovo abominevole.
 Il grigiore nella vita lo avrai tu che ti fai venire in mente certe iniziative.

 E parlo perché purtroppo so di cosa sto parlando.
Se dobbiamo portare qualcosa nella vita del malato oncologico e nel suo grigiore allora portiamo colore, facciamolo sorridere, facciamo in modo che si distragga, che anche solo per un momento pensi ad altro, magari guardando foto Vintage e spiritose di bei tempi andati.
A me personalmente in questi giorni vedere foto Vintage degli anni 70 di persone che conosco, con le quali ho vissuto pezzi importanti della mia vita o meno, non mi ha dato nessun fastidio, mi da più fastidio vedere chi fa esposizioni di culi e di tette.
STO SUI SOCIAL, NON SONO SUPERFICIALE , LAVORO NEL SOCIALE CON LE PERSONE , PER LE PERSONE, HO 48 ANNI E HO RIPRESO GLI STUDI,  ACCETTO LE SFIDE SEMPRE, QUELLE VERE CON LA VITA,
E MI PIACCIONO LE FOTO, SCATTARLE, OSSERVARLE, MI PIACCIONO DA MORIRE, SOPRATTUTTO QUELLE VINTAGE, E I COLORI, COLORI, COLORI.!!!

lunedì 13 marzo 2017

Stagioni amate....

Tra le cose che lascio  ogni anno con dispiacere, ma recano sempre gioia quando tornano,
ci sono l'autunno e la primavera.
Le due più belle stagioni.
Senza nulla togliere al fascino invernale o alle giornate assolate d'estate per chi ama il mare.
L'autunno, come non innamorarsi,
 con quell'aria che
 si libera dall'afa estiva,
tanto che se vai in montagna puoi spingerti con lo sguardo verso orizzonti lontani e tersi, che d'estate appaiono come avvolti da una cupola di vapore,
le danze, delle prime foglie secche,
mosse da venti ora leggeri ,
ora più dispettosi,
quel "rumore" tipico, che è quasi musica, quando fanno da tappeto nei boschi e tu li percorri, il tipico profumo che emanano in contatto con la terra umida appena sotto di loro,
quei colori cangianti partendo dal giallo oro per dipingere poi tutte le sfumature dei rossi e dell'ambra, i primi freschi, le giornate che si accorciano e in qualche modo scandiscono in modo diverso le giornate, la voglia di "ritirarsi"...
La primavera, la frescura di prima mattina e le ore centrali più calde.
In questi ultimi giorni, durante i turni di notte, uscire in terrazza all'alba, incantarsi al sorgere del sole e prendere un profondo respiro ha un non so che di terapeutico, chissà probabilmente è vero che certi tipi di guarigione partono proprio dalla respirazione.
Il lavorio frenetico degli uccellini si percepisce sin prima dell'alba.
Hanno un gran da fare, una compagna/o da trovare, le varie danze di corteggiamento per farsi scegliere, ci sono i nidi da preparare, un posto sicuro da trovare.
Cantano, cinguettano,  chiamano, si cercano.
Laboriosi ma gioiosi.
I germogli, le prime fioriture,
gli insetti che di nettari si nutrono e portano vita, di fiore in fiore, da una pianta all'altra,
i profumi, delicati e avvolgenti, tipici della primavera,
che riconosci perché ti son rimasti impressi nella mente sin da quando eri bambina.
L'arrivo delle rondini poi ne sancisce il pieno inizio.
Le giornate nuovamente si allungano e, dopo i torpori invernali, la voglia di respirare quell'aria che pare carica di energie positive e di vita che si rinnova viene quasi automaticamente.
La natura come sempre insegna, nel divenire, nei cicli, nelle soste e sospensioni e nelle riprese.
Morte e rinascita.
Quindi cosa resta di meglio da fare se non sedersi su un verde prato, magari col tuo cane al fianco, il viso rivolto verso l'alto in una spece di saluto al sole,
respirare a fondo,
annusare quest'aria profumata e ricca, farne scorpacciate visto che non sono segnalati effetti collaterali o controindicazioni.
E provare a far parte di questo che è un magnifico e miracoloso processo di
trasformazione e rinascita.


Ps: Fatto salvo che il mio umore è sempre in oscillazione, in base alle cose che vedo, quello che sento dentro di me, in base al mio senso di inadeguatezza e impotenza che prepotentemente ancora si manifesta. Manca quel poter e dover riconoscere i fatti che seguono le parole e le intenzioni.
Ma la mattina in cui ho fatto questa passeggiata e mi sono potuta fermare un attimo, lì, in quel prato, già di un verde smeraldo, ogni sensazione era assolutamente positiva.





lunedì 23 gennaio 2017

Occhi stanchi ma....

Quando ero più giovane
ridevo e gli occhi quasi si chiudevano, ridevo di gusto.
Fino alle lacrime.
Tanto che producevo uno strano grugnito che contribuì affinché mi cucissero addosso il soprannome di:
Miss. Piggy!
Ora, aimè rido meno e si chiudono ancora forse solo perché sono più stanchi e fanno più fatica a vedere e a gioire di tutto quello che intorno c'è.
Eppure la storia recente, che parla si salvezza e sopravvivenza, dovrebbe bastare per farmi sorridere ancora ad ogni passo perché:

IO SONO ANCORA QUI...

giovedì 1 settembre 2016

Accetta la sfida.......

Ho sentito parlare di una sfida da accettare sul web.
Accetta la sfida pubblicando una tua foto in bianco e nero sul web.
Parlano di sensibilizzazione per la lotta contro il cancro.

Posso dirvi una cosa!?
Non è retorica,
non desidero essere pallosa,
ne polemica.
Adoro la fotografia nel suo complesso,
tantissimo il bianco e nero,
e scatto parecchie foto in B&N,
e anche ne pubblico.
Ma in questa occasione scelgo il colore,
il colore di un sorriso,
di uno sguardo,
il colore della speranza,
il colore della vicinanza di chi ti vuole bene,
il colore della mano tesa,
il colore della "vittoria" la Dove è possibile.
La sfida per un paziente oncologico è tutti i giorni,
a volte per anni,
a volte purtroppo è una sfida in bianco e nero senza alternative per chi si sentirà dire
"non c'è più niente da fare",
o per chi sarà sempre ritenuto un paziente assolutamente a rischio e
di tanto in tanto oncologi e chirurghi
valutano che è meglio togliere ancora qualche pezzo da questi corpi dai geni folli.
Io porto avanti la mia sfida con il cancro da tre anni,
ho incontrato e conosciuto un mondo che non avrei voluto,
non ho ancora finito,
il bianco e nero a volte mi incupisce l'animo,
e cerco sempre di recuperare il colore,
tutti i colori,
le sfumature,
le pennellate a volte tenui,
a volte ci do giu' pesante con tinte piu' intense,
in giornate minate dai dolori perché le ossa sono a puttane....E tu non sei più quella di tre anni fa che correva, arrampicava, e fremeva per una cima di alta montagna, e riusciva a darci duro con il lavoro che chi la fermava!!!....
Portate il colore con voi,
Mettete il colore nelle vostre vite
E nelle vite che ne hanno più bisogno come quelle degli ammalati tutti,
degli ammalati di cancro,
soprattutto i bambini e giovani vite che vi garantisco, è atroce vedere e incontrare nei reparti di oncologia.....
VIVA I COLORI.
Ma questa è solo la mia opinione,
vi chiedo scusa se appaio antipopolare.
Marianna paziente oncologica.

mercoledì 24 agosto 2016

24 Agosto 2013.

Pensa.
 Son già passati tre anni da quel giorno,
da quella sala operatoria,
da quella notte post intervento
 che ricordo come fosse ora.
Le ansie di mia madre,
il tentativo di sdrammatizzare di mio figlio
cercando di farmi sorridere
fin quasi alla soglia della sala operatoria
e.....
tutto il resto, tutti,
tutti quelli che c'erano fisicamente o anche solo con un messaggio,
una telefonata veloce,
quasi furtiva.
Natasha pianse perché non mi poteva abbracciare,
ero radioattiva per via di un liquido che mi dovettero iniettare e lei aveva in grembo Cristian,
niente contatti con bambini o donne incinta mi dissero,
così le venne da piangere, perché tutti mi poterono abbracciare, ma non lei,
piansi anche io,
quel ricordo tenero e affettuoso
mi commuove anche in questo momento.
Tre anni da quei mesi convulsi,
quelli della scoperta,
a tratti spaventati,
altri indebetiti.
In attesa,
una attesa apparentemente tranquilla,
 serena,
quasi rassegnata,
ma era solo apparentemente.
Tre anni dalla scoperta dei miei geni
fallati,
difettosi,
 mutanti, peccato che non faccio parte degli
X Man però.
Tre anni nell'attesa speranzosa che
 non succeda nulla di nuovo,
mentre tutto potrebbe accadere.
Tre anni tra le frasi dei medici "lei guarirà "
oppure
 "lei è  una paziente assolutamente a rischio".
Tre anni di cancro,
di terapie
di follow up,
di survivor
e di tutto quello che c'è stato
nel mezzo, di brutto, di bello...
Soffio su queste 3 candeline,
il futuro?
Non ci penso,
soffio forte,
esprimo un desiderio e
...Non ci penso...


sabato 6 agosto 2016

"Stiamo qua, tienimi la mano"
Arriva puntuale il turno di notte a movimentare pensieri e sensazioni.
Bisogni, richieste, una voce che ti chiama mille volte, disorientata, quasi nel tentativo di ritrovare il suo posto nel mondo, quasi a volerti dire
 "ci sono anche io ma non so più  come essere,
 esisto anche io ma non capisco quello che mi succede".
La relazione con l'anziano disorientato non è  facile, impiega risorse a volte estreme.
Noi operatori sempre pochi rispetto al numero di pazienti e rispetto al tempo che abbiamo per svolgere tutte le mansioni che ci vengono affidate.
Spesso siamo un po  come sbattute li, così ,
tra razionalità  ed emotivita',
loro allo stesso modo.
Alcuni ti chiederebbe solo un attimo...

"Forse il segreto è  tutto li,
accogliere,
anche solo per un attimo,
se un attimo è  tutto ciò
che abbiamo a disposizione"







martedì 2 febbraio 2016

L'importanza di ciò che non ha forma e non puoi toccare....

La sofferenza di chi si sente creativo e non sa omologarsi al “normale”
Di dr.ssa  – 







Come psicoterapeuta, incontro spesso persone dotate di un'ottima salute mentale ma sofferenti, a causa della patologia sociale in cui vivono immerse.

Nel corso degli anni ho individuato, dietro a tante richieste di aiuto, una struttura di personalità dotata di sensibilità, creatività, empatia e intuizione, che ho chiamato: Personalità Creativa.

In questi casi non si può parlare di cura (anche se, chi chiede una terapia, si sente patologico e domanda di essere curato) perché: essere emotivamente sani in un mondo malato genera, inevitabilmente, un grande dolore e porta a sentirsi diversi ed emarginati.

Le persone che possiedono una Personalità Creativa sono capaci di amare, di sognare, di sperimentare, di giocare, di cambiare, di raggiungere i propri obiettivi e di formularne di nuovi.

Sono uomini e donne emotivamente sani, inscindibilmente connessi alla propria anima e in contatto con la sua verità.
Queste persone coltivano la certezza che la vita abbia un significato diverso per ciascuno e rispettano ogni essere vivente, sperimentando così una grande ricchezza di possibilità.

É gente che non ama la competizione, la sopraffazione e lo sfruttamento, perché scorge un pezzetto di sé in ogni cosa che esiste.

Gente che non riesce a sentirsi bene in mezzo alla sofferenza e incapace di costruire la propria fortuna sulla disgrazia di altri.

Gente che nella nostra società non va di moda, disposta a rinunciare per condividere.

Gente impopolare. Derisa dalla legge del più forte. Beffata dalla competizione.

Portatori di un sapere che non piace,

non perdono di vista l'importanza di ciò che non ha forma e non si può toccare.
Sono queste le persone che possiedono una Personalità Creativa.

Persone ingiustamente ridicolizzate e incomprese in un mondo malato di arroganza, e che, spesso, si rivolgono agli psicologi chiedendo aiuto.

Ognuno di loro è orientato verso scelte diverse da quelle di sempre.
E in genere hanno valori e priorità incomprensibili per la maggioranza.

Non seguono una religione, ma ascoltano con religiosa attenzione i dettami del proprio mondo interiore.
Sanno scherzare, senza prendere in giro.

Pagano di persona il prezzo delle proprie scelte e preferiscono perdere, pur di non barattare la dignità.

Sono fatti così.

Poco ipnotizzabili. Poco omologabili. Poco assoggettabili.

Persone che non fanno tendenza.

Forse.

Gente poco normale, di questi tempi.
 
Gente con l'anima.

Di dr.ssa Carla Sale Musio -