Ebbene si....
"Nella vita
tutti noi abbiamo
un segreto indicibile,
un rimpianto irreversibile,
un sogno irraggiungibile e
un amore indimenticabile."
(Diego Marchi)
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martedì 23 ottobre 2018
venerdì 29 giugno 2018
Caro Roberto...
Caro Roberto,
sono alcuni mesi ormai che non scrivo più sul blog. In realtà non scrivo da nessuna parte da un bel po'. Ricordo ancora gli ultimi nostri scambi di gennaio...
Il primo Aprile pensi che non avrei desiderato inviarti gli auguri per il tuo compleanno, o chiederti se con Cora ci fosse stata un'apertura, o come proseguisse la convalescenza...
Ma ho preferito obbligarmi a tenere la mano ferma, non poter liberare la spontaneità in questi casi è doloroso, almeno per me.
Ma ho sempre questo Blog, conservato negli anni, quanto della nostra vita insieme qua.
Qua posso scrivere serena, forse nessuno neanche passa a leggere, mai un commento, mai una reazione.
Nessun fastidio per nessuno quindi se raccolgo qualche pensiero, ricordi, riflessioni, mancanze e assenze.
Nel corso degli anni avevamo sempre sostenuto e riconosciuto come la comunicazione esclusivamente scritta non lascia dubbi all'emittente, che sa bene cosa desidera esprimere ma, comporta il rischio che il ricevente, con l'interpretazione che ne da, deduca altro...
Così è andata infatti.
Mi mancano le mail periodiche che ti inviavo, mancano alle mie mani sulla tastiera, mancano alla mia testa, mancano al cuore, perché, mettila come vuoi, in primis sempre col cuore ti ho scritto, di qualunque cosa si trattasse.
Tre anni, sono tre anni ormai.
Strano come continui a far parte della mia vita e come continuo a tenerti accanto qualunque cosa io faccia anche se non ci sei più.
Penso che l'Amore sia questo, è quel sentimento che se veramente c'è stato non si dissolve qualunque cosa accada o ci si dica o ci si gridi in alcuni momenti.
A volte mi domando se mi senti, quando ti penso, quando ancora piango per te o quando ancora sorrido con te, con noi e... succede piuttosto spesso per fortuna.
Questo per me si sta dimostrando un anno intenso, di lavoro duro, di obiettivi che con determinazione sto cercando di realizzare.
Il concorso che da tanto aspettavo finalmente ha avuto inizio con la prima prova del 20 giugno.
Ho studiato e sto studiando tantissimo.
La seconda prova mi aspetta il 12 Settembre, quindi sarà un'estate concentrata in quel senso.
Impariamo in vari modi quanto possiamo essere forti, a mettere in gioco le nostre abilità, ce la possiamo fare, tutti, nessuno escluso, tutto si può sostenere, sopportare...
Questa volta spero che il prezzo di questa battaglia sia un prezzo che sto pagando e pagherò sino alla fine con soddisfazione.
Questo sarebbe stato sicuramente un buon momento da condividere con te, un obiettivo che se raggiunto sai bene che cambierà in meglio la mia vita, qualche rinuncia e sacrifici in meno non sarebbero male a questo punto della vita. Di riflesso avrebbe migliorato anche la nostra...
E sai una cosa: negli ultimi scritti mi avevi fatto molto arrabbiare, non permetto più a nessuno di sminuirmi o ipotizzare o dedurre in modi anche offensivi.
Ti scrissi comunque "gridandotelo" che tu ti meriti di restare da solo e che è vero, come dici tu, che sei nocivo...
Nessuno si merita di essere solo, sul fatto che sei nocivo è vero, ma forse il tuo modo di iniettare veleno è solo una forma di autodifesa dalle tue paure,
da tutto ciò che non vuoi affrontare perché, nonostante hai scalato montagne appeso ad un filo nel vuoto, il coraggio di affrontare "qualunque cosa" non lo vuoi avere.
Con quel veleno però spesso deformi le persone accecando te stesso, anche questo forse lo fai di proposito perché non vuoi osservare la realtà.
A gennaio se ti sei sentito di aprirti con me in quel modo, quasi intimo e confidenziale, le possibilità sono due:
o lo hai fatto intenzionalmente perché avevi già pianificato che volevi farmi del male e sapevi bene che avresti trovato terreno fertile,
oppure lo hai fatto in un momento di lucidità in cui hai sentito le cose per come erano,
hai sentito che io c'ero e ci sono e
che tutto ciò che da sempre di te mi hai "donato",
comprese le tue momentanee fragilità,
l'ho conservato dentro di me, ne sono diventata il piccolo custode senza doverne o volerne farne mai uso ne a mio vantaggio, tanto meno a tuo svantaggio.
Non si crea mai uno svantaggio se vogliamo davvero bene a qualcuno.
Mi manchi tantissimo.
Sappi che ti porterò con me in sede d'esame di concorso il 12 Settembre.
Oh.... saresti così fiero di me, chissà magari lo sei ugualmente nonostante la tua invisibilità.
Un caro saluto.
Anna.
sono alcuni mesi ormai che non scrivo più sul blog. In realtà non scrivo da nessuna parte da un bel po'. Ricordo ancora gli ultimi nostri scambi di gennaio...
Il primo Aprile pensi che non avrei desiderato inviarti gli auguri per il tuo compleanno, o chiederti se con Cora ci fosse stata un'apertura, o come proseguisse la convalescenza...
Ma ho preferito obbligarmi a tenere la mano ferma, non poter liberare la spontaneità in questi casi è doloroso, almeno per me.
Ma ho sempre questo Blog, conservato negli anni, quanto della nostra vita insieme qua.
Qua posso scrivere serena, forse nessuno neanche passa a leggere, mai un commento, mai una reazione.
Nessun fastidio per nessuno quindi se raccolgo qualche pensiero, ricordi, riflessioni, mancanze e assenze.
Nel corso degli anni avevamo sempre sostenuto e riconosciuto come la comunicazione esclusivamente scritta non lascia dubbi all'emittente, che sa bene cosa desidera esprimere ma, comporta il rischio che il ricevente, con l'interpretazione che ne da, deduca altro...
Così è andata infatti.
Mi mancano le mail periodiche che ti inviavo, mancano alle mie mani sulla tastiera, mancano alla mia testa, mancano al cuore, perché, mettila come vuoi, in primis sempre col cuore ti ho scritto, di qualunque cosa si trattasse.
Tre anni, sono tre anni ormai.
Strano come continui a far parte della mia vita e come continuo a tenerti accanto qualunque cosa io faccia anche se non ci sei più.
Penso che l'Amore sia questo, è quel sentimento che se veramente c'è stato non si dissolve qualunque cosa accada o ci si dica o ci si gridi in alcuni momenti.
A volte mi domando se mi senti, quando ti penso, quando ancora piango per te o quando ancora sorrido con te, con noi e... succede piuttosto spesso per fortuna.
Questo per me si sta dimostrando un anno intenso, di lavoro duro, di obiettivi che con determinazione sto cercando di realizzare.
Il concorso che da tanto aspettavo finalmente ha avuto inizio con la prima prova del 20 giugno.
Ho studiato e sto studiando tantissimo.
La seconda prova mi aspetta il 12 Settembre, quindi sarà un'estate concentrata in quel senso.
Impariamo in vari modi quanto possiamo essere forti, a mettere in gioco le nostre abilità, ce la possiamo fare, tutti, nessuno escluso, tutto si può sostenere, sopportare...
Questa volta spero che il prezzo di questa battaglia sia un prezzo che sto pagando e pagherò sino alla fine con soddisfazione.
Questo sarebbe stato sicuramente un buon momento da condividere con te, un obiettivo che se raggiunto sai bene che cambierà in meglio la mia vita, qualche rinuncia e sacrifici in meno non sarebbero male a questo punto della vita. Di riflesso avrebbe migliorato anche la nostra...
E sai una cosa: negli ultimi scritti mi avevi fatto molto arrabbiare, non permetto più a nessuno di sminuirmi o ipotizzare o dedurre in modi anche offensivi.
Ti scrissi comunque "gridandotelo" che tu ti meriti di restare da solo e che è vero, come dici tu, che sei nocivo...
Nessuno si merita di essere solo, sul fatto che sei nocivo è vero, ma forse il tuo modo di iniettare veleno è solo una forma di autodifesa dalle tue paure,
da tutto ciò che non vuoi affrontare perché, nonostante hai scalato montagne appeso ad un filo nel vuoto, il coraggio di affrontare "qualunque cosa" non lo vuoi avere.
Con quel veleno però spesso deformi le persone accecando te stesso, anche questo forse lo fai di proposito perché non vuoi osservare la realtà.
A gennaio se ti sei sentito di aprirti con me in quel modo, quasi intimo e confidenziale, le possibilità sono due:
o lo hai fatto intenzionalmente perché avevi già pianificato che volevi farmi del male e sapevi bene che avresti trovato terreno fertile,
oppure lo hai fatto in un momento di lucidità in cui hai sentito le cose per come erano,
hai sentito che io c'ero e ci sono e
che tutto ciò che da sempre di te mi hai "donato",
comprese le tue momentanee fragilità,
l'ho conservato dentro di me, ne sono diventata il piccolo custode senza doverne o volerne farne mai uso ne a mio vantaggio, tanto meno a tuo svantaggio.
Non si crea mai uno svantaggio se vogliamo davvero bene a qualcuno.
Mi manchi tantissimo.
Sappi che ti porterò con me in sede d'esame di concorso il 12 Settembre.
Oh.... saresti così fiero di me, chissà magari lo sei ugualmente nonostante la tua invisibilità.
Un caro saluto.
Anna.
domenica 25 febbraio 2018
Voglio ma non posso...
Tu ignori dove vado,
io dove sei sparito;
so che t’avrei amato,
e so che tu lo sai.
C. Baudelaire
In giornate come questa ti scriverei,
ti scriverei ancora
come allora;
Voglio ma non posso,
"Volere è potere"
Questo mi diceva mio Padre,
poi ti capita di incontrare
un muso duro,
come il tuo, e....
E no,
capisci che non basta.❤
io dove sei sparito;
so che t’avrei amato,
e so che tu lo sai.
C. Baudelaire
In giornate come questa ti scriverei,
ti scriverei ancora
come allora;
Voglio ma non posso,
"Volere è potere"
Questo mi diceva mio Padre,
poi ti capita di incontrare
un muso duro,
come il tuo, e....
E no,
capisci che non basta.❤
giovedì 22 febbraio 2018
Oroscopi...
Con un' oroscopo che
Narra del mutamento
La speranza
Resto ferma
Ad aspettare
In questa stanza...
Narra del mutamento
La speranza
Resto ferma
Ad aspettare
In questa stanza...
lunedì 16 ottobre 2017
sabato 23 settembre 2017
Caro amico ti scrivo.....
A modo mio
è una forma di coraggio,
non c'entra nulla l'etica o la morale
dietro la quale ti nascondevi.
E' il mio coraggio.
Ho perso il compagno ma
ci potevamo conservare come "Persone".
Quelle almeno
potevamo non perderle,
e ci siamo persi tantissimo,
credimi.
A modo mio
è una forma di coraggio,
il motivo per cui
continuo a scriverti
pur sapendo che
non riceverò risposta.
Caro Mr. ErBy...
è una forma di coraggio,
non c'entra nulla l'etica o la morale
dietro la quale ti nascondevi.
E' il mio coraggio.
Ho perso il compagno ma
ci potevamo conservare come "Persone".
Quelle almeno
potevamo non perderle,
e ci siamo persi tantissimo,
credimi.
A modo mio
è una forma di coraggio,
il motivo per cui
continuo a scriverti
pur sapendo che
non riceverò risposta.
Caro Mr. ErBy...
Come un triste clown....
L'amore
Quello nero
Selvaggio.
È passato tempo fa
Sulle mie scelte...
D'assenza
Quello nero
Selvaggio.
È passato tempo fa
Sulle mie scelte...
D'assenza
L'ho lasciato
Impacchettato
Sul tavolo del nostro addio
Arrivederci.
Lui
È un amico
Mai dimenticato
Seppur lontano
Lui è stato
È
Sarà
Una goccia di me
Che cade
tra le mani rigate.
Del tuo invecchiare
I confini dell'amore
Non hanno lacrime
Se le versi
Con occhi di verità.
L'amore
Quello nero
Siede sul trono
Della semplicità
e c'osserva
Senza cessar
L'esistenza.
(ClownWords)
Impacchettato
Sul tavolo del nostro addio
Arrivederci.
Lui
È un amico
Mai dimenticato
Seppur lontano
Lui è stato
È
Sarà
Una goccia di me
Che cade
tra le mani rigate.
Del tuo invecchiare
I confini dell'amore
Non hanno lacrime
Se le versi
Con occhi di verità.
L'amore
Quello nero
Siede sul trono
Della semplicità
e c'osserva
Senza cessar
L'esistenza.
(ClownWords)
lunedì 26 giugno 2017
Dillo...
Say-it, dillo...
Sembra semplice, eppur non deve esserlo per niente, evidentemente.
Le persone ci inviano segnali in continuazione,
così come noi ne inviamo a nostra volta.
Antenne in su, campanelli di allarme, non li riconosciamo o...
non li vogliamo riconoscere!?
Positivi, negativi, criptici tentando di fare riferimento a qualcosa d'altro metaforicamente,
ma in realtà, si ha un idea ben precisa di cosa si vorrebbe, dovrebbe dire...
Le persone a volte tornano a casa e se la prendono con il loro Capo, col lavoro, con i colleghi.
In realtà sono solo stufi della famiglia, della compagna, dei problemi, dei doveri, delle responsabilità che vanno condivisi.
"prima o poi scoppio", quanti di noi avranno detto o sentito qualcuno di vicino a loro dirla.
Forse uno pensa che non è ancora il momento,
oppure non ne ha il coraggio,
si prende ancora un po' di tempo,
aspetta di scoppiare,
attende qualcosa di scatenante,
allora non ci saranno più scuse per salire al volo sul treno di quella decisione, chissà.
Potevi dirlo prima, potevi dirlo in un altro modo, chissà.
Si sceglie il peggiore, come staccare un contatore, da un giorno all'altro più nessuna numerazione,
nessun confronto, nessuna possibilità.
Ma una cosa posso dirla adesso...
Io lo sapevo,
così come quell'istinto recondito mi ha fatto sapere anche il resto,
oltre le negazioni, oltre le scuse, oltre parole che circuivano la mente.
Le antenne vibravano ma io le fermavo con le mani,
i campanelli suonavano ma non li ho voluti sentire,
forse quella musica non mi piaceva, chissà,
forse stavo solo aspettando...
Aspettando che il coraggio ti venisse,
per dire
quel qualcosa che
non potevo dire io.
Alla fine hai scelto il modo peggiore,
potevi dirlo prima, potevi dirlo in un altro modo,
ma, probabilmente è stato il tuo modo.
Say-it, dillo,
quello che senti, sempre...
Sembra semplice, eppur non deve esserlo per niente, evidentemente.
Le persone ci inviano segnali in continuazione,
così come noi ne inviamo a nostra volta.
Antenne in su, campanelli di allarme, non li riconosciamo o...
non li vogliamo riconoscere!?
Positivi, negativi, criptici tentando di fare riferimento a qualcosa d'altro metaforicamente,
ma in realtà, si ha un idea ben precisa di cosa si vorrebbe, dovrebbe dire...
Le persone a volte tornano a casa e se la prendono con il loro Capo, col lavoro, con i colleghi.
In realtà sono solo stufi della famiglia, della compagna, dei problemi, dei doveri, delle responsabilità che vanno condivisi.
"prima o poi scoppio", quanti di noi avranno detto o sentito qualcuno di vicino a loro dirla.
Forse uno pensa che non è ancora il momento,
oppure non ne ha il coraggio,
si prende ancora un po' di tempo,
aspetta di scoppiare,
attende qualcosa di scatenante,
allora non ci saranno più scuse per salire al volo sul treno di quella decisione, chissà.
Potevi dirlo prima, potevi dirlo in un altro modo, chissà.
Si sceglie il peggiore, come staccare un contatore, da un giorno all'altro più nessuna numerazione,
nessun confronto, nessuna possibilità.
Ma una cosa posso dirla adesso...
Io lo sapevo,
così come quell'istinto recondito mi ha fatto sapere anche il resto,
oltre le negazioni, oltre le scuse, oltre parole che circuivano la mente.
Le antenne vibravano ma io le fermavo con le mani,
i campanelli suonavano ma non li ho voluti sentire,
forse quella musica non mi piaceva, chissà,
forse stavo solo aspettando...
Aspettando che il coraggio ti venisse,
per dire
quel qualcosa che
non potevo dire io.
Alla fine hai scelto il modo peggiore,
potevi dirlo prima, potevi dirlo in un altro modo,
ma, probabilmente è stato il tuo modo.
Say-it, dillo,
quello che senti, sempre...
lunedì 5 giugno 2017
Rabbia...
La rabbia
non può cancellare
l'amore.
È pur la rabbia
un sentimento.
Se c'è rabbia
vuol dire che ci sono
vuol dire che ci tengo
vuol dire che ti sento
vuol dire che ti ho dentro.
non può cancellare
l'amore.
È pur la rabbia
un sentimento.
Se c'è rabbia
vuol dire che ci sono
vuol dire che ci tengo
vuol dire che ti sento
vuol dire che ti ho dentro.
Il tempo,
padrone di
ogni momento,
noi crediamo di gestire, ma,
in realtà...
è solo l'illusione che esso
ci da.
Noi prigionieri li dentro,
credendo di esserne i padroni.
Momento dopo momento
in un tempo senza tempo
dove ogni emozione
non ti permette di capire
dove l'inizio
dove la fine.
Dove tutto si è fermato,
eppure,
dove tutto è cambiato.
Chi con lo sguardo rivolto
nel profondo, laggiù,
chi rivolto tra l'azzurro lassù.
padrone di
ogni momento,
noi crediamo di gestire, ma,
in realtà...
è solo l'illusione che esso
ci da.
Noi prigionieri li dentro,
credendo di esserne i padroni.
Momento dopo momento
in un tempo senza tempo
dove ogni emozione
non ti permette di capire
dove l'inizio
dove la fine.
Dove tutto si è fermato,
eppure,
dove tutto è cambiato.
Chi con lo sguardo rivolto
nel profondo, laggiù,
chi rivolto tra l'azzurro lassù.
05/06/2016
(Parole Stese Senza Pretese)
(Parole Stese Senza Pretese)
domenica 4 giugno 2017
Non ce la faccio più...
Telefonate.
Io:
-Mamma, voglio tornare a casa,
non voglio più stare qui e non esiste più
nessun motivo per farlo-
Mamma:
-Noi siamo qua, non sei da sola,
faremo tutto quello che si può fare, una cosa per volta si sistemerà tutto.
Sai il bene che ti voglio.
Nel mio silenzio di mamma ho sempre sperato che tu me lo dicessi,
che un giorno decidessi di tornare,
anche se mi sarei augurata e ti avrei augurato
un ritorno sereno-
Io:
-Mamma, voglio tornare a casa,
non voglio più stare qui e non esiste più
nessun motivo per farlo-
Mamma:
-Noi siamo qua, non sei da sola,
faremo tutto quello che si può fare, una cosa per volta si sistemerà tutto.
Sai il bene che ti voglio.
Nel mio silenzio di mamma ho sempre sperato che tu me lo dicessi,
che un giorno decidessi di tornare,
anche se mi sarei augurata e ti avrei augurato
un ritorno sereno-
D' Amor ancora Amato, D' Amor Perduto...
"Fai una chiave doppia della stessa porta
per qualunque cosa storta si presenterà.
Dopo aver comprato dei lucchetti nuovi
per la tua finestra puoi partire io sto qua,
A giocare tra le sponde...
con le pozzanghere profonde
buttando l'amo nell'acquario
della mia fantasia
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi,
resto qua"
(S. Cammariere)
Eppure lei sapeva...
Sapeva che fintanto fosse rimasta li,
perchè lei c'era sempre,
pronta ad aprire quella porta,
non avrebbe più iniziato a vivere.
Sapeva che fintanto lui fosse riamasto li,
in un andi e rivieni perpetuo,
alternando i viaggi fuoriporta in cerca del "nuovo"
a ritorni per necessità, o altro chissà,
non avrebbe più iniziato a vivere.
Da un viaggio lui tornò accompagnato da un ombra nuova,
lei immaginava quell'ombra,
le dava forma, voce, sembianze,
non riusciva a iniziare a vivere.
Eppure era come se, in qualche modo,
avessero ancora bisogno l'uno dell'altra e viceversa,
anche se, forse,
non per gli stessi motivi.
In quell'appartamento, ancora pieno di entrambi, ma,
talmente vuoto allo stesso tempo,
le sue pantofole ancora li sistemate bene,
accanto alla porta,
attese di vane speranze ormai.
Lei veniva divorata da tutto ciò che ancora le parlava di lui, di lei, di loro.
A sua volta lei divorava con gli occhi ogni angolo,
ogni dettaglio,
vive ancora le vibrazioni in quello che sfiorava con le mani,
anche le lenzuola avevano qualcosa da dire...
Laddove aveva messo le mani lui
ripassava sopra lei, ancora lo poteva sentire...
Non aveva mai pensato a quanti racconti
avrebbero potuto prendere vita,
adesso lo sapeva e le sue dita fremevano quando
sentiva la necessità di imprimere tangibilmente le parole.
Lei riusciva a trasformare il dolore in parola,
sperava così di lasciarne andare via un pochino,
e così le parole, ubbidienti,
traducevano quel dolore,
lo raccontavano, facendone or delirio, or poesia...
Eppure lei sapeva, che,
se non fossero andati via l'uno dall'altra,
non avrebbe più iniziato a vivere,
incessante sarebbe stato quel dolore,
in attesa di brevi momenti in cui lui ancora riusciva
a riempirle il cuore.
Era come se lei tentasse di tenere accanto a se
ogni frammento di corteccia caduta
sperando che ne ricrescessero radici...
Eppure lei sapeva che,
se voleva sopravvivere a tutto quel dolore,
avrebbe dovuto, prima o poi,
trovare la forza e il coraggio di
essere lei ad andare via
per sempre.
Poi di tutto rimane qualcosa,
compresa questa
immensa e devastante
malinconia.
04/06/2017
(Parole Stese Senza Pretese)
per qualunque cosa storta si presenterà.
Dopo aver comprato dei lucchetti nuovi
per la tua finestra puoi partire io sto qua,
A giocare tra le sponde...
con le pozzanghere profonde
buttando l'amo nell'acquario
della mia fantasia
Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi,
resto qua"
(S. Cammariere)
Eppure lei sapeva...
Sapeva che fintanto fosse rimasta li,
perchè lei c'era sempre,
pronta ad aprire quella porta,
non avrebbe più iniziato a vivere.
Sapeva che fintanto lui fosse riamasto li,
in un andi e rivieni perpetuo,
alternando i viaggi fuoriporta in cerca del "nuovo"
a ritorni per necessità, o altro chissà,
non avrebbe più iniziato a vivere.
Da un viaggio lui tornò accompagnato da un ombra nuova,
lei immaginava quell'ombra,
le dava forma, voce, sembianze,
non riusciva a iniziare a vivere.
Eppure era come se, in qualche modo,
avessero ancora bisogno l'uno dell'altra e viceversa,
anche se, forse,
non per gli stessi motivi.
In quell'appartamento, ancora pieno di entrambi, ma,
talmente vuoto allo stesso tempo,
le sue pantofole ancora li sistemate bene,
accanto alla porta,
attese di vane speranze ormai.
Lei veniva divorata da tutto ciò che ancora le parlava di lui, di lei, di loro.
A sua volta lei divorava con gli occhi ogni angolo,
ogni dettaglio,
vive ancora le vibrazioni in quello che sfiorava con le mani,
anche le lenzuola avevano qualcosa da dire...
Laddove aveva messo le mani lui
ripassava sopra lei, ancora lo poteva sentire...
Non aveva mai pensato a quanti racconti
avrebbero potuto prendere vita,
adesso lo sapeva e le sue dita fremevano quando
sentiva la necessità di imprimere tangibilmente le parole.
Lei riusciva a trasformare il dolore in parola,
sperava così di lasciarne andare via un pochino,
e così le parole, ubbidienti,
traducevano quel dolore,
lo raccontavano, facendone or delirio, or poesia...
Eppure lei sapeva, che,
se non fossero andati via l'uno dall'altra,
non avrebbe più iniziato a vivere,
incessante sarebbe stato quel dolore,
in attesa di brevi momenti in cui lui ancora riusciva
a riempirle il cuore.
Era come se lei tentasse di tenere accanto a se
ogni frammento di corteccia caduta
sperando che ne ricrescessero radici...
Eppure lei sapeva che,
se voleva sopravvivere a tutto quel dolore,
avrebbe dovuto, prima o poi,
trovare la forza e il coraggio di
essere lei ad andare via
per sempre.
Poi di tutto rimane qualcosa,
compresa questa
immensa e devastante
malinconia.
04/06/2017
(Parole Stese Senza Pretese)
sabato 3 giugno 2017
Casa...
...Mi pare fosse una canzone di Jovanotti,
"O Signore dell'universo ascolta questo figlio disperso
che ha perso il filo e non sa dov'è
e che non sa neanche più parlare con te
ho un Cristo che pende sopra il mio cuscino
e un Buddha sereno sopra il comodino.
Voglio andare a casa, La casa dovìè?"
Sette di mattina,
mi alzo con già le tempie che battono al ritmo dei tamburi di vecchie danze indiane prima di una guerra.
Vortice di pensieri che non vorrei più avere, ma in questi casi "volere" non è potere.
Sto pensando a quando dicono che nella vita si può provare qualunque cosa, esperienze, cambiamenti, migrazioni,
anche un pò azzardati, ma, è importante lasciarsi dietro un posto nel quale sai di poter tornare ogni volta che ne hai bisogno.
Pensate al meraviglioso viaggio delle tartarughe.
Loro ogni anno compiono un viaggio lungo e faticoso, miglia e miglia, tra le insidie degli oceani, predatori, correnti insidiose che fanno perdere l'orientamento, ma ritorneranno a deporre le uova sempre nello stesso posto, sulla stessa spiaggia. Arriveranno spesso stremate, ormai senza forze, ma, sanno che il loro posto è quello.
E già, la natura insegna sempre...
Un posto.... dove l'impronta di te stessa,
delle tue origini, di ciò che sei stata e ti ha reso come sei,
non si è mai cancellata, lì ritroverai sempre qualcuno e qualcosa da riconoscere, odori, sapori, visuali....
Lì troverai sempre chi ti terrà accanto, chi avrà tempo da condividere e posti da riscoprire con occhi diversi, dopo tanti anni di lontananza...
Negli ultimi 3 mesi ci ho pensato parecchio,
se fattibile sarà una impresa epica, ma del resto non sarebbe nemmeno la prima per me...
Ci sono eventi che non devono e non possono più ripetersi...
Voglio tornare a Casa, casa mia,
dalla mia famiglia con mia madre che sta invecchiando e sicuramente, presto o tardi avrà bisogno di me.
Voglio tornare a casa e osservare da un lontano un pò più vicino il realizzarsi dei sogni e dei desideri di mio figlio.
Voglio tornare a casa perchè questa non è casa mia.
Ospite di questa meravigliosa regione da nove anni,
inizio a credere che se, come dicono le leggende metropolitane o di paese,
un ospite a casa "dopo tre giorni puzza",
io che da nove anni sono ospite in una terra che non mi appartiene chissà che odore sgradevole devo avere.
Ero convinta che fosse possibile mettere radici ovunque,
che la propria casa potesse essere ovunque, mi sbagliavo.
Un altro "Amore" sbagliato, non corrisposto.
Ohh ti ho amato Friuli, ti amo ancora,
così come vale con lui, l'idea di non vederti più mi causa un dolore profondo, lacerante.
In tutti questi anni ho messo sempre grande ardore, passione, impegno, ho creduto in un possibile, evidentemente, impossibile,
o quanto meno a me non concesso.
Mi hai conquistata dalla testa ai piedi,
mi sei entrata dentro agli occhi,
mi hai preso l'anima, tanto che, durante il periodo del cancro avevo chiesto, nel caso fossi morta, che avrei voluto un pò delle mie ceneri qua e un po a casa.
E come sempre accade, ci sono sempre segnali, solo che ci rifiutiamo di vederli, non li vogliamo accettare.
Ma tu, fiera terra, me li hai inviati tutti in vari modi:
-non ti voglio qua-
mi dicevi,
-tu vuoi questa terra, la ami, cerchi un senso di appartenenza che non troverai, lei non ti appartiene, non è la tua, non ti vuole!-
Così, ho compreso che, non ho più nessun motivo per restare qua, per morire qua e lasciare qualche minima traccia del mio passaggio.
Voglio tornare a casa....
"O Signore dei viaggiatori ascolta questo figlio immerso nei colori
che crede che la luce sia sempre una sola
che si distende sulle cose
e le colora di rosso di blu di giallo e di vita
dalle tonalità di varietà infinita
ascoltami... proteggimi
ed il cammino quand'è buio illuminami
sono qua in giro per la città
e provo con impegno a interpretare la realtà
cercando il lato buono delle cose
cercandoti in zone pericolose
ai margini di ciò che è convenzione
di ciò che è conformismo di ogni moralismo
e il mondo mi assomiglia nelle sue contraddizioni
mi specchio nelle situazioni e poi ti prego
di rivelarti sempre in ciò che vedo
io so che tu mi ascolti
anche se a volte non ci credo"
Voglio andare a casa.
03/06/2017
(Parole Stese Senza Pretese)
giovedì 1 giugno 2017
Pieni e vuoti...
Maledetti social, benedetti social!?
Chissà la verità dove sta...
Come si usa dire, starà nel mezzo,
ma quale mezzo?.
Alcuni giorni fa, scorrendo la Home Page di Facebook,
mi è capitato sotto agli occhi un post che faceva riferimento "alla vita talmente vuota di alcune persone che non avendo nulla da fare rompono le scatole agli altri"....
Forse anche motivato, chissà...
La frase benchè banale e apparentemente innoqua mi ha fatto pensare un attimo.
Ho sempre creduto che su una piattaforma come questa,
o come quella di FB,
talmente enorme, naturalmente ci possa e debba essere spazio e possibilità per tutti.
In un posto come questo, per quanto virtuale e intangibile,
si comunica (forse) e si condivide,
o per lo meno l'intento e l'intenzione dovrebbero essere quelle.
Quà c'è spazio per una idea,
per un amore travolgente appena abbozzato, che,
magari sfocerà in un matrimonio mozzafiato,
o in una più discreta convivenza.
Qua c'è spazio per la gioia, per un dolore, per le conquiste,
le perdite e le sconfitte.
Qua c'è spazio per l'inverno, per l'estate,
per quel viaggio che forse qualcuno ti invidierà,
per chi le ferie non le farà,
per chi ama lo sport, o la moto, per chi adora la montagna,
per le fate, per le streghe, per i Druidi,
poi ci sono i gruppi che accomunano persone che hanno gli stessi gusti...
Qua c'è spazio per gli etero, i trans, per chi ancora un indirizzo certo non lo ha.
Qua c'è il tutto pieno così come il tutto vuoto.
Non credo che necessariamente il "tutto pieno" sia solo ricco e positivo,
così come non penso che il "vuoto" sia da demonizzare.
Può succedere che i vuoti siano lutti, o perdite che non si possono sostituire nell'animo ne accantonare nel dimenticatoio con troppa facilità.
Io che non volto con facilità nemmeno le pagine dei libri figuriamoci quelle della vita.
Il vuoto a volte è subito da mano altrui,
in qualche occasione è
assolutamente voluto e necessario,
attraverso quel vuoto ci devi passare,
così come attraverso al dolore,
quel vuoto devi diventare capace di sostenerlo,
gestirlo,
devi fare in modo che non ti colpisca sino a "sterminarti".
Il vuoto può essere pieno di significati incomunicabili,
incomprensibili ad altri
se non a chi lo sta vivendo.
In quel vuoto ci sono visioni indicibili, sentimenti, emozioni che urlano da dentro senza poter essere sentite da nessuno.
Poi c'è chi i vuoti li riempie
con qualunque cosa gli capiti tra le mani, basta riempire.
Modi differenti di vedere la stessa cosa, dico sempre io.
Però non sapendo esattamente con chi o che cosa combattono, ogni giorno, le proprie battaglie le persone dalla vita vuota,
si dovrebbe cercare di fare sempre molta attenzione
prima di parlare
"dei vuoti delle vite degli altri",
gestire e sopportare un " troppo vuoto" da soli
potrebbe rivelarsi molto più impegnativo ed eroico,
e chissà,
col passare del tempo magari ti sei anche arricchito interiormente con quel "vuoto",
piuttosto che gestire e mostrare enormi "pienezze".
01/06/2017
(Parole Stese Senza Pretese).
Chissà la verità dove sta...
Come si usa dire, starà nel mezzo,
ma quale mezzo?.
Alcuni giorni fa, scorrendo la Home Page di Facebook,
mi è capitato sotto agli occhi un post che faceva riferimento "alla vita talmente vuota di alcune persone che non avendo nulla da fare rompono le scatole agli altri"....
Forse anche motivato, chissà...
La frase benchè banale e apparentemente innoqua mi ha fatto pensare un attimo.
Ho sempre creduto che su una piattaforma come questa,
o come quella di FB,
talmente enorme, naturalmente ci possa e debba essere spazio e possibilità per tutti.
In un posto come questo, per quanto virtuale e intangibile,
si comunica (forse) e si condivide,
o per lo meno l'intento e l'intenzione dovrebbero essere quelle.
Quà c'è spazio per una idea,
per un amore travolgente appena abbozzato, che,
magari sfocerà in un matrimonio mozzafiato,
o in una più discreta convivenza.
Qua c'è spazio per la gioia, per un dolore, per le conquiste,
le perdite e le sconfitte.
Qua c'è spazio per l'inverno, per l'estate,
per quel viaggio che forse qualcuno ti invidierà,
per chi le ferie non le farà,
per chi ama lo sport, o la moto, per chi adora la montagna,
per le fate, per le streghe, per i Druidi,
poi ci sono i gruppi che accomunano persone che hanno gli stessi gusti...
Qua c'è spazio per gli etero, i trans, per chi ancora un indirizzo certo non lo ha.
Qua c'è il tutto pieno così come il tutto vuoto.
Non credo che necessariamente il "tutto pieno" sia solo ricco e positivo,
così come non penso che il "vuoto" sia da demonizzare.
Può succedere che i vuoti siano lutti, o perdite che non si possono sostituire nell'animo ne accantonare nel dimenticatoio con troppa facilità.
Io che non volto con facilità nemmeno le pagine dei libri figuriamoci quelle della vita.
Il vuoto a volte è subito da mano altrui,
in qualche occasione è
assolutamente voluto e necessario,
attraverso quel vuoto ci devi passare,
così come attraverso al dolore,
quel vuoto devi diventare capace di sostenerlo,
gestirlo,
devi fare in modo che non ti colpisca sino a "sterminarti".
Il vuoto può essere pieno di significati incomunicabili,
incomprensibili ad altri
se non a chi lo sta vivendo.
In quel vuoto ci sono visioni indicibili, sentimenti, emozioni che urlano da dentro senza poter essere sentite da nessuno.
Poi c'è chi i vuoti li riempie
con qualunque cosa gli capiti tra le mani, basta riempire.
Modi differenti di vedere la stessa cosa, dico sempre io.
Però non sapendo esattamente con chi o che cosa combattono, ogni giorno, le proprie battaglie le persone dalla vita vuota,
si dovrebbe cercare di fare sempre molta attenzione
prima di parlare
"dei vuoti delle vite degli altri",
gestire e sopportare un " troppo vuoto" da soli
potrebbe rivelarsi molto più impegnativo ed eroico,
e chissà,
col passare del tempo magari ti sei anche arricchito interiormente con quel "vuoto",
piuttosto che gestire e mostrare enormi "pienezze".
01/06/2017
(Parole Stese Senza Pretese).
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giovedì 25 maggio 2017
Quanto daresti....?
"Quanto daresti
perché lui
fosse qui con te?"
-Lui è sempre qui con me,
ovunque io vada,
ovunque io sia
con il corpo e
con la mente.-
perché lui
fosse qui con te?"
-Lui è sempre qui con me,
ovunque io vada,
ovunque io sia
con il corpo e
con la mente.-
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lunedì 22 maggio 2017
E si fa sera....
Arrivano silenzi che
sono inequivocabili.
Allora leggo,
tra le righe
si trova sempre
qualche risposta.
sono inequivocabili.
Allora leggo,
tra le righe
si trova sempre
qualche risposta.
domenica 21 maggio 2017
Sotto la corazza...
Lei sapeva stare al suo posto,
un po' quello che sin da bambina
le era stato imposto.
Di tanto in tanto
qualche atteggiamento scomposto,
ma,
non riusciva sempre
come ad un castigo a sottostare e,
dietro la nera lavagna
chissà quale colpa espiare.
A volte ribelle,
quello scudo spesso si era creata
per proteggere la sua pelle lacerata,
ma la corazza non bastava per
difendere e salvaguardare
ciò che di più tenero
sotto quella pelle stava.
Per amore avrebbe dato tutto,
accettando i: "tu devi",
accontentando i: "Io voglio, posso, comando"
Consegnava in quelle grandi e forti mani
la sua fragilità,
tutta la sua piccolezza,
un grido forte
del bisogno d'amore
negatole dalla vita.
un po' quello che sin da bambina
le era stato imposto.
Di tanto in tanto
qualche atteggiamento scomposto,
ma,
non riusciva sempre
come ad un castigo a sottostare e,
dietro la nera lavagna
chissà quale colpa espiare.
A volte ribelle,
quello scudo spesso si era creata
per proteggere la sua pelle lacerata,
ma la corazza non bastava per
difendere e salvaguardare
ciò che di più tenero
sotto quella pelle stava.
Per amore avrebbe dato tutto,
accettando i: "tu devi",
accontentando i: "Io voglio, posso, comando"
Consegnava in quelle grandi e forti mani
la sua fragilità,
tutta la sua piccolezza,
un grido forte
del bisogno d'amore
negatole dalla vita.
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Esami e pagelle...
Cerco di capire di me
aspetti che ancora mi sono ignoti.
Ad un certo punto,
pensi che sarai pronta
per ogni circostanza che ti potrà accadere,...
soprattutto quelle più difficili, dolorose, che,
davvero ti mettono alla prova,
hai imparato?
Quando? Cosa? Come? Quanto?
Preparata o impreparata?
Rimandata chissà di quante materie vitali?
Promossa o bocciata?
Tanto Buono era il mio rendimento a scuola
quanto scarso se non insufficente
è stato nella vita.
Ma non ero così allenata
a questa vita...
e la caduta, a un dato punto,
è inevitabile.
Adesso sono costretta
a studiare ogni passo,
con lentezza,
vivere a rallentatore,
come quando si cammina sulla Luna senza gravità,
mi costringe
ad osservare ogni errore
che altrimenti sfuggirebbe.
21/05/2017
aspetti che ancora mi sono ignoti.
Ad un certo punto,
pensi che sarai pronta
per ogni circostanza che ti potrà accadere,...
soprattutto quelle più difficili, dolorose, che,
davvero ti mettono alla prova,
hai imparato?
Quando? Cosa? Come? Quanto?
Preparata o impreparata?
Rimandata chissà di quante materie vitali?
Promossa o bocciata?
Tanto Buono era il mio rendimento a scuola
quanto scarso se non insufficente
è stato nella vita.
Ma non ero così allenata
a questa vita...
e la caduta, a un dato punto,
è inevitabile.
Adesso sono costretta
a studiare ogni passo,
con lentezza,
vivere a rallentatore,
come quando si cammina sulla Luna senza gravità,
mi costringe
ad osservare ogni errore
che altrimenti sfuggirebbe.
21/05/2017
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martedì 16 maggio 2017
Anni....
49 anni.
Tra poco, il 18 Maggio.
Dopodomani.
La sensazione di non aver nulla da raccontare, nulla per cui essere gioiosa, nulla da festeggiare.
Mi rimane Solo quello che ho perduto lungo la via.
Eppure le esperienze memorabili ci sono.
Ogniuno di noi le ha avute nella vita.
"Ti ricordi quella volta",
non lo però mai più dire.
Credo sia una delle cose più belle che lega due persone, il ricordo di ciò che si è fatto insieme e la possibilità di esserne divertiti ancora dopo anni.....
La memoria e i ricordi di quello che di bello e buono ho avuto accanto,
a tratti,
mi danno la forza e il coraggio per alzarmi dal letto la mattina.
Non sempre sono sufficienti e mi capita anche che quella forza non so proprio dove andarla a cercare...
Altre volte, soprattutto la sera,
loro, iricordi, mi divorano in pianti che si tacitano solo quando , ad un certo punto, la prepotenza delle lacrime non mi permette più di tenere gli occhi aperti.
Quasi uno svenimento, le ultime forze della giornata le esaurisco così.
Spesso non mi basta quel crollare stanca e inerme tra le braccia della notte per avere un risveglio mattutino almeno delicato.
Chi ti manca? Cosa manca?
La persona fidata con cui parlare, sapendo che con lui si può parlare di tutto.
La semplicità dello stare stesi assieme sul divano e sentirsi complici anche solo avendo gli stessi gusti in fatto di film.
Sorridere e ridere insieme per le cretinate, perché è così bello essere anche stupidi in due.
Sapere che si può essere così simili e così diversi insieme e allo stesso tempo diventare ugualmente una formula efficace e vincente.
Mi manca un letto singolo,
quello matrimoniale non lo sopporto più,
troppo grande quando col braccio e la mano annaspo cercando chi non c'è.
Un letto diviso in due nel quale occupo solo e sempre il mio posto,
il lato verso l'armadio,
mentre quello verso la finestra è ancora il tuo.
Manca avere accanto chi quando io ho caldo lui ha freddo
e quel piumone io lo tolgo mentre lui lo tira a se.
Manca preparare di sera la tovaglietta con le due tazze e il necessario per la prima colazione.
Ricordarsi insieme delle pastiglie, di un impegno, un appuntamento,
o memorizzare la cadenza del turno di lavoro che in testa non restava mai...
Manca il buongiorno del mattino e l'aroma del caffè perché lui spesso era in piedi prima di te.
I Passi del risveglio, il fluire dell'acqua nel lavandino in bagno, banalmente il rumore dello sciacquone, l'avresti mai detto?
Manca anche quel rumore all'appello.
Manca il contatto, un abbraccio, due mani che si cercano e una nell'altra possono restare li senza bisogno di metterci sopra tante parole.
Ho ancora tanti bigliettini, perché quando gli orari non combaciavano, si comunicava anche così, un fare quasi quotidiano ma
era bello rientrare a casa e trovarlo sulla tavola con la penna adagiata vicino.
Durante qualche moto di rabbia alcuni li ho anche strappati,
ma non li ho mai buttati, li conservo, pentita di quel gesto frigo nel sacchetto che li contiene, li osservo,
ancora riesco a rimettere insieme le parole.
Il momento più brutto quando viene sera.
Tanto le aspetto le sere, durante il giorno, quanto le maledico quando arrivano
e mi tirano ancora più giù.
Vorrei poter dire come le dive un po tirate:
49 anni e non sentirli o
cazzate tipo:
"la mia vita comincia adesso"
Invece 49 e ......
E non so cosa dire se non parlare delle mancanze, le assenze e le malinconie e
che decido di abolire
anche la ricorrenza del compleanno...
Almeno il mio.
Tra poco, il 18 Maggio.
Dopodomani.
La sensazione di non aver nulla da raccontare, nulla per cui essere gioiosa, nulla da festeggiare.
Mi rimane Solo quello che ho perduto lungo la via.
Eppure le esperienze memorabili ci sono.
Ogniuno di noi le ha avute nella vita.
"Ti ricordi quella volta",
non lo però mai più dire.
Credo sia una delle cose più belle che lega due persone, il ricordo di ciò che si è fatto insieme e la possibilità di esserne divertiti ancora dopo anni.....
La memoria e i ricordi di quello che di bello e buono ho avuto accanto,
a tratti,
mi danno la forza e il coraggio per alzarmi dal letto la mattina.
Non sempre sono sufficienti e mi capita anche che quella forza non so proprio dove andarla a cercare...
Altre volte, soprattutto la sera,
loro, iricordi, mi divorano in pianti che si tacitano solo quando , ad un certo punto, la prepotenza delle lacrime non mi permette più di tenere gli occhi aperti.
Quasi uno svenimento, le ultime forze della giornata le esaurisco così.
Spesso non mi basta quel crollare stanca e inerme tra le braccia della notte per avere un risveglio mattutino almeno delicato.
Chi ti manca? Cosa manca?
La persona fidata con cui parlare, sapendo che con lui si può parlare di tutto.
La semplicità dello stare stesi assieme sul divano e sentirsi complici anche solo avendo gli stessi gusti in fatto di film.
Sorridere e ridere insieme per le cretinate, perché è così bello essere anche stupidi in due.
Sapere che si può essere così simili e così diversi insieme e allo stesso tempo diventare ugualmente una formula efficace e vincente.
Mi manca un letto singolo,
quello matrimoniale non lo sopporto più,
troppo grande quando col braccio e la mano annaspo cercando chi non c'è.
Un letto diviso in due nel quale occupo solo e sempre il mio posto,
il lato verso l'armadio,
mentre quello verso la finestra è ancora il tuo.
Manca avere accanto chi quando io ho caldo lui ha freddo
e quel piumone io lo tolgo mentre lui lo tira a se.
Manca preparare di sera la tovaglietta con le due tazze e il necessario per la prima colazione.
Ricordarsi insieme delle pastiglie, di un impegno, un appuntamento,
o memorizzare la cadenza del turno di lavoro che in testa non restava mai...
Manca il buongiorno del mattino e l'aroma del caffè perché lui spesso era in piedi prima di te.
I Passi del risveglio, il fluire dell'acqua nel lavandino in bagno, banalmente il rumore dello sciacquone, l'avresti mai detto?
Manca anche quel rumore all'appello.
Manca il contatto, un abbraccio, due mani che si cercano e una nell'altra possono restare li senza bisogno di metterci sopra tante parole.
Ho ancora tanti bigliettini, perché quando gli orari non combaciavano, si comunicava anche così, un fare quasi quotidiano ma
era bello rientrare a casa e trovarlo sulla tavola con la penna adagiata vicino.
Durante qualche moto di rabbia alcuni li ho anche strappati,
ma non li ho mai buttati, li conservo, pentita di quel gesto frigo nel sacchetto che li contiene, li osservo,
ancora riesco a rimettere insieme le parole.
Il momento più brutto quando viene sera.
Tanto le aspetto le sere, durante il giorno, quanto le maledico quando arrivano
e mi tirano ancora più giù.
Vorrei poter dire come le dive un po tirate:
49 anni e non sentirli o
cazzate tipo:
"la mia vita comincia adesso"
Invece 49 e ......
E non so cosa dire se non parlare delle mancanze, le assenze e le malinconie e
che decido di abolire
anche la ricorrenza del compleanno...
Almeno il mio.
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lunedì 15 maggio 2017
ANGEL - Adriano Celentano
Vivo come un gatto, in compagnia di un cane.
Come un "Angelo" che non ha più un cielo,
anche l'ultima ala spezzata
se ne è andata, caduta, come si cade negli Inferi.
Avrei tanto da cambiare invece.
Nella vita è necessario restare sulla superfice,
la profondità inghiotte e non si torna su.
La concretezza senza sogno uccide.
Questi occhi scuri e duri
la corazza di copertura di una fragilità
troppe volte violata da fiducia mal riposta.
E giocare....prendere tutto come un gioco che puoi iniziare, ...
lasciar li o terminare,
quando vuoi tu.
"Non l'avevi capito che il gioco era finito?"...
No, sarà perché non so giocare,
non a certi giochi,
non con le persone,
non con l'altrui dolore...
Ad un certo punto, forse,
basta un minuto per
diventare grande e
per certi "giochi" si è un po' troppo grandi davvero...
No, non basterà un attimo,
ce ne vorranno un bel po' di più.
Il tempo a disposizione forse nemmeno mi basterà.
Marianna.
"Angel, it's said around here
Come un "Angelo" che non ha più un cielo,
anche l'ultima ala spezzata
se ne è andata, caduta, come si cade negli Inferi.
Avrei tanto da cambiare invece.
Nella vita è necessario restare sulla superfice,
la profondità inghiotte e non si torna su.
La concretezza senza sogno uccide.
Questi occhi scuri e duri
la corazza di copertura di una fragilità
troppe volte violata da fiducia mal riposta.
E giocare....prendere tutto come un gioco che puoi iniziare, ...
lasciar li o terminare,
quando vuoi tu.
"Non l'avevi capito che il gioco era finito?"...
No, sarà perché non so giocare,
non a certi giochi,
non con le persone,
non con l'altrui dolore...
Ad un certo punto, forse,
basta un minuto per
diventare grande e
per certi "giochi" si è un po' troppo grandi davvero...
No, non basterà un attimo,
ce ne vorranno un bel po' di più.
Il tempo a disposizione forse nemmeno mi basterà.
Marianna.
"Angel, it's said around here
That you're living like a cat
Angel, what have you done
Why that short breath.
Can't you see it
You're a siren, but you don't like the sea
You don't know what to do
Whether live or die.
Angel, he went away
And time has stopped
Angel, haven't you understood
That the game was over
You, who were a star
Now you're a rose without thorns
Don't hurt yourself
Don't you turn off into the blue.
It takes little to start it all over again
It takes little, the music of the sea
It takes little, but it's important
That minute to become strong
Don't change, don't let yourself go
Angel, like no one else
Clearer than the moon
Angel, in your dark eyes
Lay only tough glances
I'm here by accident
But maybe an angel has looked down
And tonight
That angel is you.
It takes little to start it all over again
It takes little, the music of the sea
It takes little, but it's important
That minute to become strong
Don't change, don't let yourself go
Don't change, don't let yourself go
Angel"
Angel, what have you done
Why that short breath.
Can't you see it
You're a siren, but you don't like the sea
You don't know what to do
Whether live or die.
Angel, he went away
And time has stopped
Angel, haven't you understood
That the game was over
You, who were a star
Now you're a rose without thorns
Don't hurt yourself
Don't you turn off into the blue.
It takes little to start it all over again
It takes little, the music of the sea
It takes little, but it's important
That minute to become strong
Don't change, don't let yourself go
Angel, like no one else
Clearer than the moon
Angel, in your dark eyes
Lay only tough glances
I'm here by accident
But maybe an angel has looked down
And tonight
That angel is you.
It takes little to start it all over again
It takes little, the music of the sea
It takes little, but it's important
That minute to become strong
Don't change, don't let yourself go
Don't change, don't let yourself go
Angel"
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