Lei sapeva stare al suo posto,
un po' quello che sin da bambina
le era stato imposto.
Di tanto in tanto
qualche atteggiamento scomposto,
ma,
non riusciva sempre
come ad un castigo a sottostare e,
dietro la nera lavagna
chissà quale colpa espiare.
A volte ribelle,
quello scudo spesso si era creata
per proteggere la sua pelle lacerata,
ma la corazza non bastava per
difendere e salvaguardare
ciò che di più tenero
sotto quella pelle stava.
Per amore avrebbe dato tutto,
accettando i: "tu devi",
accontentando i: "Io voglio, posso, comando"
Consegnava in quelle grandi e forti mani
la sua fragilità,
tutta la sua piccolezza,
un grido forte
del bisogno d'amore
negatole dalla vita.
domenica 21 maggio 2017
Sotto la corazza...
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