L'ultima escursione seria credo sia stata quella dello scorso giugno attraverso la Panoramica delle Vette sino alla cime del Monte Crostis.
Un paio di visite a Lokua, pressa la Foresta di Ternova, in cerca di temperature più fresche e asciutte che si aggiravano intorno ai 20/21 gradi, mentre a casa si sfioravano i 40°, e poi...il nulla
Una lunga estate, calda, troppo calda, l'afa, l'umidità, dolori fisici, fastidi fisici, l'impresa dell'acquisto della casa, e poi....e poi, e poi, e poi...
Tutta una serie di "e poi" per nulla trascurabili e per nulla privi di conseguenze e non solo per me.
Nell'ultimo periodo mi sono concentrata sull'acquisto di libri che mi aiuteranno senz'altro nella ripresa,
dico ripresa e basta.
Ho passato mesi e mesi girovagando tra le vigne del collio,
le ho viste cambiare attraverso le stagioni, ora basta, non ne posso più,
un bisogno di movimento diverso...
Liberare la mente,
scaricare la tensione,
il tormento che chiunque può trovare nei miei occhi ormai da mesi..
I sentieri dell'acqua, una delle guide di "Sentieri e Natura" mi offre l'input per un primo tentativo.
La scelta va sull'anello del Monte Stella, da Tarcento, in cima al quale si può godere di una ampia panoramica sulle Prealpi Giulie.
Si arriva senza autostrada, in relativamente poco tempo, Tricesimo, Tarcento, riconosco i posti, i loro nomi, e vedo...
Li ho attraversati decine e decine di volte negli ultimi anni...
Alta Val Torre, i posti mi rammentano la strada per la palestra di roccia dei Ciclamini.
Non un dislivello eccessivo, 600 mt, periodo indicato gennaio-febbraio-marzo, lunghezza km 8,8, circa 4 ore, per escursionisti, il che indica caratteristiche appartenenti alla maggior parte dei sentieri, itinerari a tratti protetti o assicurati con passamani o scalette, un terreno vario, forse un po' più di impegno fisico...
La guida da un'avvertenza:
Il tratto in salita sino a Malamaseria non è più mantenuto da tempo, si sta deteriorando rapidamente e richiede un certo spirito di adattamento...
Sarò in grado, sarà vero....?
Alla partenza un passo accompagna l'altro. Riprovo, dopo tantissimo tempo,
la sensazione del peso e della fatica che mi dà lo zaino sulle spalle.
Ho fatto anche fatica a legarmi ad esso nel modo giusto, li per li non mi sentivo nemmeno in contatto con esso.
Lo zaino, il mio fardello,
i passi incerti su un terreno che come la guida aveva anticipato sento ostile.
Torno indietro, io di li non posso passare. Traiettorie strette, solo un piede dietro l'altro, tutto mi sembra scivoloso, pericoloso, dove trovo un po' di fiducia.?
Conosco bene queste gambe che tremano,
il respiro che si affanna,
ma non per la fatica,
il cuore che, bum, bum, bum, mi spacca il petto, mi ammagono, potrei piangere...
Non sono io, non è per me, non ce la posso fare...
Voglio andare via...
Ma no, non mi piego, un ennesimo fallimento, anche qui, no, no, no.......
Il sentiero si arrampica ripido dentro al letto del fiume,
si svincola da me o io mi svincolo da lui, non so.
Un sentiero irrequieto a dir poco, irrequieto come me, rispecchia il mio stato d'animo, tremori percorrono il mio corpo,
i passi sono ancora insicuri e lo saranno per un bel tratto.
Mi guardo intorno, osservo il terreno, cerco appoggi sicuri per i piedi, le scarpe sempre quelle e il grip che non hanno mai avuto, pezzi di terra cedono sotto i miei piedi,
qui come nella vita.
E' come fare piccoli passi verso il profondo.
Ho paura.
Piano, piano, mi spingo ancora avanti, tengo un profilo basso, rispetto verso tutto ciò che ho intorno,
inizio a afferrare alberi, il contatto con la corteccia mi rassicura e mi permette di procedere.
La terra, i muschi, colori, odori,
il contatto con le mie mani, ciuffi di vegetazione, forti e ben radicati in quel terreno, anche loro mi rassicurano, come la corteccia prima e mi aiutano anch'essi a continuare.
Sento la possibilità di riuscita, Lei mi da una mano...Riprendo il controllo del corpo, meno rigida, il cervello inizia a essere lì con me, arrampicato lungo il letto del fiume, prima no...
Lei mi dice così:
"Ti prometto che non ti succederà niente.
Calmati, respira, allunga la tua mano, tieniti qua.
Veglierò su di te, i tuoi passi camminano su di me e io sono con te sotto i tuoi passi.
Non tremare, non ve ne è motivo.
Non fermarti, non accetteresti l'ennesimo fallimento, una nuova rinuncia.
Getta via il sapore acre delle tue paure.
Sono la Natura, ti sono amica, ti ho capita, so chi sei, cosa provi,
conosco i tuoi ostacoli, le prove che hai perso e quelle che ancora puoi vincere.
Ti ho capita pur dovendoti mostrare questo tuo animo inquieto ma pur sempre un animo umano.
Guardami, sentimi, entra di nuovo in quel contatto di raccoglimento, te lo ricordi?...
Rimani con me e imparerai a sentire nuovamente la saggezza che è in me, sacra"
Tre passi avanti, poi scivolo, uno indietro, ecco... Ma a conti fatti sono due passi più avanti di prima.
Il bosco si apre, diviene più luminoso, la salita ancora ardua mi mette a dura prova ma vedo il cielo benché sia coperto dalle nubi oggi.
La fronte meno corrucciata, lo sguardo più luminoso, i passi più sicuri e ritmati da un incedere più regolare così come il mio respiro.
Vedo la meta avvicinarsi, le paure è come se scivolassero giù per la scarpata.
"Hai visto?
ora tutto intorno a te si apre, ti senti ora libera, libera di respirare, hai il volto rilassato, quel volto che solo io di te conoscevo.
Una tappa, sei riuscita nel raggiungimento di un'altra piccola tappa.
Stasera tornando a casa pensaci, pensami, domani ti sentirai più saggia, più matura, spero meno tormentata.
Oggi ti ho dato una lezione, una dura lezione,
una lezione che conosci bene, la abbiamo già affrontata altre volte,
una lezione che come tema aveva "La tua vita".
Sono orgogliosa di te per quello che hai affrontato oggi.
Non perdiamoci di nuovo, ti aspetto presto"
Per sempre tua Amica
La Natura.
martedì 5 aprile 2016
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