il passo della paura.
Non ti voltavi indietro perché se lo avessi fatto
la terra si sarebbe aperta sotto i piedi,
saresti caduta e la terra si sarebbe richiusa.
Con il sorriso melanconico di chi porta con sé suoni lontani,
vite perdute che non si salvano più.
Il passo della nostalgia.
Come chi anche dalle soste non sempre esce,
a volte vi si rimane prigionieri,
e dopo un certo periodo si sparisce.
Hai la postura di chi ancora non sa
dove sia diretta e per quanto tempo,
eppur eri consapevole di dover partire.
Quanta risolutezza, quanto terrore, quanta speranza?
Sentimenti e sensazioni.
Si potenziano si rimescolano fra loro.
Distinguere risulta difficilissimo.
Tanti cammini, tutti diversi e pur sempre gli stessi,
il cammino della gioia, quello del dolore,
il cammino della malinconia, quello dell'apoteosi,
disperazione, agonia,
o della leggerezza, fortunati quando lo si percorre.
Nel cammino c'è tutto..."
(Li dove hanno origine le domande-Luigi Nacci)
per raggiungere la Vetta
per non far ritorno più.)
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