La mia vita è una finzione.
Trascorro un giorno dopo l'altro, sorrido, parlo, respiro.
Lavoro, rientro, leggo,
vado dormire,
passa una notte,
la successiva,
da tre anni,
un giorno dopo l'altro.
"Ciao Marianna, come stai?",
di rado qualcuno forse finge soltanto di interessarsi, da lontano, senza il desiderio di andare oltre,
"Tutto bene, grazie" rispondo sempre così, sempre con il sorriso.
Infondo è stato un grande anno,
ho lavorato sodo, studiato, ho vinto un concorso, ho cambiato lavoro in attesa che arrivi la chiamata dell'ospedale, cosa potrei desiderare di più"
Ma dentro ho il precipizio più profondo,
per non averti lasciato addosso abbastanza amore
per venire a riprendermi.
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